Arrestata una camionista tedesca per omicidio colposo. Appello di Monti: “adesso prevalga l’interesse generale”

prosegue la protesta dei tir

E’ la voce dell’Italia che non ce la fa più. Il grido di disperazione, partito dalla Sicilia, non si ferma. Avanza lo sciopero dei tir, che ha contagiato tutta l’Italia, causando blocchi e disagi alla circolazione.

La situazione, fa sapere la Polizia stradale, sta tornando alla normalità. E c’è anche una vittima: un autotrasportatore di 45 anni che stava manifestando sulla strada statale 10, ad Asti, è stato investito da un tir guidato da una collega tedesca. A seguito di questo episodio i trasportatori hanno deciso di allentare la protesta. Nessuna marcia indietro ma «basta blocchi», è l’appello delsegretario generale di Trasportounito, Maurizio Longo.

Se dovessero verificarsi strascichi della protesta dei tir «che compromettano la sicurezza della circolazione e l’incolumità delle persone, i prefetti potranno, come avvenuto oggi a Roma, far ricorso all’adozione di apposite, mirate ordinanze contingibili e urgenti», ha detto il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri nella sua relazione al Senato. Gli eventi, ha assicurato il ministro, «continuano ad essere costantemente seguiti dai prefetti. E’ stata richiamata l’attenzione sulla necessità di verificare il rispetto dei codici di autoregolamentazione di settore». Il ministro ha precisato che per fronteggiare la protesta dei tir sono state impiegate dalle forze di polizia, su tutto il territorio nazionale, 1.160 unità di rinforzo. Sull’eventuale presenza di realtà criminali organizzate nella protesta degli autotrasportatori in Sicilia «è al vaglio della magistratura» anche per «accertare l’origine di atti intimidatori» nei confronti degli operatori, ha aggiunto il ministro.

«Il governo italiano intraprenderà tutte le misure necessarie per porre fine ai blocchi» causati dallo sciopero dei Tir. È quanto si legge in una nota della Commissione Europea. «Tajani – continua la nota – ha espresso la sua preoccupazione per la possibile interferenza dei blocchi con la libera circolazione delle merci nell’Unione Europea».

Intervenendo dall’Ecofin di Bruxelles, Mario Monti ha dichiarato che «Vogliamo riformare l’Italia nella comprensione delle categorie ma facendo rispettare le leggi». Lo ha detto il premier Mario Monti al termine dell’Ecofin. «Le manifestazioni di protesta vanno esaminate caso per caso. Ma il rispetto della legalità è un qualche cosa che si deve esigere pur garantendo il diritto di sciopero». Monti ha sottolineato comunque la necessità – riconosciuta dalla stessa Commissione europea – dei diritti del libero movimento delle merci nell’Unione.

Intanto c’è stato un morto ad Asti. La vittima è un astigiano di 46 anni, Massimo Crepaldi, camionista. Secondo le prime informazioni, è si sarebbe trattato di un incidente. La donna è stata arrestata con l’accusa di omicidio colposo. Alla guida del camion, nel tentativo di aprirsi un varco tra i mezzi, avrebbe del tutto accidentalmente investito il manifestante.

Gli stabilimenti Fiat di Melfi, Cassino, Pomigliano, Mirafiori e Sevel sono fermi a causa della protesta. I lavoratori delle Carrozzerie di Mirafiori in cassa integrazione straordinaria avrebbero dovuto riprendere oggi, per tre giorni, la loro attività. E si fa concreto il rischio di un aumento di prezzi nei mercati. In Calabria, il blocco agli svincoli dell’ autostrada A3, in vari punti delle statali ed agli imbarcaderi per la Sicilia di Villa San Giovanni, mette a rischio il rifornimento di generi alimentari a supermercati e negozi. Gli scaffali di molti supermercati calabresi sono vuoti, sono ormai finite le scorte di generi alimentari. I mugnai, da parte loro, lanciano l’allarme cibo. Pane e pasta, affermano, sono a rischio nell’arco di 48 ore se non verrà ripristinata la normalità del trasporto su strada. E in Ciociaria decine di pompe di benzina sono rimaste senza scorte di carburante, con disagi per tanti automobilisti che nella tarda serata e nella notte scorsa hanno cercato di garantirsi benzina o gasolio per i prossimi giorni. Confcommercio ha lanciato l’allarme: se la protesta dei Tir non si interromperà «è serio il rischio che l’interruzione di forniture importanti per le imprese e la mancata distribuzione di prodotti di largo e generale consumo alimentare possa impedire alle famiglie di poter fare la spesa regolarmente già dalle prossime ore».

Disagi si susseguono in tutta Italia. Sono cinque i caselli autostradali ancora chiusi per lo sciopero dei Tir. Sulla A14 Bologna-Taranto sono chiuse, solo per i veicoli merci, le entrate di Poggio Imperiale, San Severo, Andria e Foggia. Sulla A7 Serravalle-Genova è chiusa l’uscita di Serravalle Scrivia. A Torino i tir hanno bloccato la tangenziale Sud. Primi disagi alla frontiera di Ventimiglia, tra Italia e Francia. Un doppio presidio, con un centinaio di mezzi, sta creando disagi nell’area portuale e industriale di Livorno. Una quarantina di autoarticolati si è radunata alla fine della Firenze-Pisa-Livorno bloccando l’ingresso alla darsena toscana, il terminal più grande del porto. Altri 60 tir si trovano davanti alla raffineria Eni, alla periferia nord della città.

Tutti i mezzi pesanti vengono bloccati, mentre le auto circolano su una sola corsia creando incolonnamenti al traffico. Intanto è tornata la regolarità ai caselli di Napoli Est dell’autostrada A16 e all’altezza dell’ uscita di Benevento. I presidi nel napoletano rimangono tre, ma la circolazione è tornata alla normalità. Momenti di tensione tra gli autotrasportatori si sono avuti poco dopo le 8 alla barriera di Mercato San Severino (Salerno), sull’autostrada A30, quando gli agenti del reparto mobile della polizia hanno rimosso il blocco di decine di autoarticolati. Al momento sul posto restano alcune decine di Tir con le ruote squarciate, mentre la circolazione è ripresa. In Calabria 200 camion sono fermi nelle aree di sosta degli imbarcaderi per la Sicilia di Villa San Giovanni. I manifestanti stanno impedendo il traghettamento dei mezzi pesanti e questo allunga la fila dei camion in attesa.

La protesta proseguirà fino a venerdì, ma mercoledì è in programma un incontro che potrebbe essere decisivo tra Governo e rappresentanti dei camionisti. La mappa delle proteste contro gli aumenti del gasolio, dei pedaggi autostradali e dell’Irpef – sulle quali vigilano due gruppi di lavoro riuniti al Viminale, uno centrato sull’ordine pubblico e l’altro sulla circolazione – coinvolge quasi tutte le regioni.

Con la protesta degli autotrasportatori che ha bloccato il Paese è stato «superato un limite di relazione positiva», ha affermato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ai microfoni di “L’economia in tasca”, su Radio1. La protesta, ha aggiunto il segretario della Cgil, «va organizzata in modo che non violi diritti e non impedisca agli altri cittadini di potersi muovere e di poter fare le cose». Invece in questo caso «le ripercussioni ci sono: penso ai lavoratori della Fiat, ma penso anche a chi si trova bloccato».

Il prefetto di Roma ha ordinato lo “stop ai sit in”, agli assembramenti di tir presso i caselli autostradali all’entrata della Capitale: lo ha deciso in un’ordinanza il Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, sottolineando che «possono creare impedimenti alla circolazione stradale, comprometterne la sicurezza e interrompere un servizio pubblico».L’ordinanza, valida da oggi fino a venerdì, prevede una sanzione amministrativa pari a circa 200 euro, il ritiro della patente, della carta di circolazione ed il fermo amministrativo del mezzo.

«I mafiosi si occupavano anche del “servizio d’ordine” nel corso della protesta, costringendo i commercianti a chiudere i negozi. Ci sono denunce in questo senso», ha dichiarato il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, ribadendo oggi a Radio Anch’io le sue accuse nei confronti di alcuni protagonisti dei blocchi che la settimana scorso hanno paralizzato la Sicilia. «Non ho mai detto che il Movimento dei forconi – ha puntualizzato Lo bello – sia composto da mafiosi. Quello che mi ha stupito è che permane la polemica dei confronti di Confindustria Sicilia che da anni pone questo tema».

L’Authority di garanzia sugli scioperi, infine, ha scritto ai ministri di Interno e Trasporti affinchè valutino se non sia il caso di emanare l’ordinanza di precettazione nei confronti delle organizzazioni degli autotrasportatori. «I blocchi causati dalla protesta – ha detto il presidente Roberto Alesse – sono inaccettabili» ed ha annunciato l’apertura di «un procedimento per valutare le sanzioni da irrogare a chiunque stia violando la legge e danneggiando i cittadini».

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