“Quando ho capito che la nave si stava inclinando ho preso e sono sceso“, racconta il comandante della Costa

Francesco Schettino

Sono passati ormai undici giorni dal drammatico naufragio della Costa Concordia ma il polverone che si è sollevato sull’incidente non accenna a placarsi e anzi l’attenzione dell’opinione pubblica resta alta, anche perché le notizie sulla vicenda si susseguono a ritmo serrato.

Gli ultimi aggiornamenti riferiti dalle agenzie di stampa riguardano le intercettazioni di alcune telefonate del comandante Francesco Schettino, che in questo momento si trova nell’occhio del ciclone per essere stato il principale responsabile dell’accaduto e per aver abbandonato la nave.

“Quando ho capito che la nave si stava inclinando ho preso e sono sceso“, racconta il comandante in una conversazione. “Quello che mi fa onore – precisa tuttavia Schettino, parlando con un amico – è che abbiamo salvato tutti quanti, tranne questi qua (riferendosi alle vittime del naufragio, ndr). Sono stato in giro a prendere la gente in mare e sono sereno”.

Il comandante, inoltre, spiega di essere passato nel punto dove poi la Concordia si è incagliata “per dar retta al manager“, forse facendo riferimento ad un dirigente della Costa. “Mi hanno rotto il c… – dice – passa di là, passa di là… La secca c’era ma non era segnalata dagli strumenti che avevo e ci sono passato”.

“Ho fatto un’imprudenza – ammette alla fine – ma comunque nei limiti della mia consapevolezza. Lo squarcio è stato immerso. Ci stava uno spuntone di roccia, poi tutto quello che è successo da quel momento l’ho fatto nel massimo della mia professionalità e questo potrebbe alleviare o quantomeno dare l’illusione di stare in pace con la coscienza”.

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