Nelle cronache del naufragio di Costa Concordia i media “sciacalli” e l’opportunistico protagonismo delle vittime

Bruno Vespa con il modellino della nave Concordia

E’ trascorsa una settimana dal tragico naufragio della Costa Concordia. Troppe vittime per chissà quale recondito motivo. Un dramma non nazionale bensì internazionale, perché a bordo non vi erano solo turisti italiani ma anche stranieri. Il comandante Schettino è ora agli arresti domiciliari.

É’ inutile chiedersi il perché dei domiciliari ed è alquanto assurdo udire la meraviglia da parte della stessa magistratura per l’inattesa scelta “discrezionale” del giudice, quando è noto a tutti che l’ordinamento italiano si fonda sul principio della “presunzione d’innocenza” e che se un soggetto è incensurato non può “oltre il ragionevole dubbio” essere tenuto in custodia cautelare sino a quando non ci sono prove certe.

Che dire? Si potrebbe paragonare tale avvenimento “all’11 Settembre”. Non avrà di certo tanti morti ma resta comunque un gravissimo incidente.

Come vuole la tradizione italiana, quando accadono tali eventi la macchina degli opinionisti “so tutto io”, del giornalismo sciacallo si muove per puntare il dito, per fare processi mediatici anziché lasciare spazio alla vera informazione.

In tutta questa vicenda dare la voce ai passeggeri, vittime di questa terribile esperienza è un atto sacrosanto. Ciò che lascia veramente perplessi è notare che accanto alla misera macchina di quel giornalismo “sciacallo” si sia affiancata anche quella di alcune vittime, alquanto “opportuniste”, che oggi stanno cavalcando l’onda non per testimoniare la reale e indubbia drammaticità dei fatti, ma per cercare di trarne visibilità, partecipando così a innumerevoli programmi televisivi.

Quella sera maledetta, la città di Giglio ha aperto le porte delle proprie case ai naufraghi, consentendo loro di rifocillarsi e riscaldarsi, ma nessuno è andato in televisione a farsi pubblicità.

“Tutto fa brodo”, diceva un vecchio detto, ed è quello cui assistiamo ogni giorno, poiché evidentemente anche dalla morte e dal dolore si può trarre giovamento.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=gcsIv9NMaWo[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti