Il comandante Schettino avvertì subito la compagnia del problema alla nave. Ma la Costa Crociere smentisce

Francesco Schettino

“A bordo resto solo io”. Così disse il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, in una comunicazione con la Capitaneria del porto di Livorno, intorno alle 23:45 della sera del naufragio davanti all’isola del Giglio. E’ stato rivelato durante ‘Quarto grado’, la trasmissione su Rete Quattro. Schettino, rispondendo alle sollecitazioni dalla Capitaneria, rispondeva inoltre che, sul finire dell’evacuazione, restavano da mettere in salvo “ancora 200 o 300 persone”, in parte passeggeri e in parte membri dell’equipaggio. Il comandante spiega di sorvegliare le operazioni dall’esterno della nave. E alla richiesta precisa su quanti ufficiali sarebbero poi ritornati a bordo, Schettino risponde: “a bordo resto solo io”. Si svelerebbe così un’altra delle “bugie” a carico del comandante, comunque accusato dalla Procura di Grosseto di aver abbandonato la nave.

“Il comandante Schettino avvertì subito la compagnia del problema alla nave Costa Concordia. Avvisò subito la Costa come era suo dovere fare”. Ha tenuto a precisare l’avvocato. Una circostanza definita “estremamente significativa ai fini dell’accertamento della verità”. Le parole del legale alimentano così il delicato capitolo sull’ora in cui sarebbe stato dato l’allarme. Schettino assicura di aver telefonato immediatamente a Roberto Ferrarini, manager delle Operazioni Marittime e responsabile dell’unità di crisi della Compagnia di navigazione, spiegando: “C’è stato un contatto con il fondale. Sono passato sotto al Giglio e abbiamo dato un urto. Ho fatto un guaio. Ti sto dicendo la verità”.

Sono elementi che potrebbero risultare decisivi nella ricostruzione dei vari passaggi della vicenda lungo l’intera catena di comando, dalla nave alla compagnia. Da parte sua la procura di Grosseto ha fatto richiesta al Gip per un incidente probatorio sulla scatola nera della nave Costa Concordia, che dovrebbe aver registrato qualsiasi comunicazione avvenuta all’interno della plancia, e quindi anche le telefonate di Schettino. La richiesta è stata notificata anche alle parti, tra cui l’avvocato difensore di Schettino. Il Comandante avrebbe chiesto rimorchiatore e ed elicottero.

Se ho fatto un errore, sono pronto ad assumermene la responsabilità. Ma prima è bene che siano individuati questi aspetti, questi errori, verifichiamoli e poi tutti possiamo valutare”. Il comandante Schettino, principale indiziato nella vicenda dell’incidente che ha coinvolto la Costa Concordia, respinge le accuse formulate nei suoi confronti e passa al contrattacco. A darne notizia è stato il suo legale, Bruno Leporatti, che ha anche annunciato il ricorso al tribunale del riesame contro il provvedimento di arresti domiciliari deciso dal Gip. “Impugnerò il provvedimento – ha detto il legale – in quanto mi lascia perplesso il pericolo di recidivanza ravvisato dal Gip” per reati colposi. “La domanda che si farà al riesame, sarà quella di annullare gli arresti domiciliari – ha spiegato l’avvocato – si fa domanda di riesame perchè non c’è neanche quell’esigenza cautelare che il giudice ha ravvisato”.

Il comandante della Concordia “non ci ha detto la verità”. Lo afferma ai microfoni della Rai il presidente di Costa Crociere. “Di solito valutiamo la situazione – ha detto Foschi – e in caso di necessità possiamo dare dei consigli. Questa volta non siamo arrivati a dare dei consigli perché quanto il comandante ha detto nella conversazione delle 22.05, purtroppo, questa volta ci è stato confermato non corrisponde a verità. Lo abbiamo appreso non dal comandante Schettino, e comunque troppo tardi”. “Purtroppo anche loro – ha detto – non hanno ricevuto la corretta informazione sulla gravità della situazione”.

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