La Procura fa ricorso contro i domiciliari a Schettino. Il cappellano: “comandante piangeva come un bimbo”

i soccorsi nella nave Concordia

Un corpo di donna è stato ritrovato all’interno della Costa Concordia, nel quinto ponte, dove sono entrati i palombari della Marina militare. La Procura di Grosseto ha fatto intanto ricorso contro i domiciliari a Schettino per il naufragio della nave da crociera. Sempre sul fronte giudiziario sono stati recuperati gli hard disk con i video delle telecamere piazzate nella plancia della nave che saranno utili per stabilire cosa è accaduto nei minuti a ridosso della collisione con lo scoglio e nelle fasi successive.

Un corpo di donna è stato ritrovato all’interno della Costa Concordia, nel quinto ponte, dove sono entrati i palombari della Marina militare. Sono dunque adesso 12 le vittime recuperate dalla nave (non tutte identificate) e rimangono 20 i dispersi a una settimana dalla tragedia che ha portato l’enorme nave della Costa Crociere con oltre 4.000 persone a bordo a arenarsi all’Isola del Giglio.

I magistrati inquirenti hanno presentato questa mattina richiesta di appello al tribunale del Riesame di Firenze, ribadendo la convinzione dei timori circa il pericolo di fuga e inquinamento delle prove da parte del comandante della nave Costa Concordia naufragata all’isola del Giglio una settimana fa.

All’interno della nave vanno intanto avanti le perlustrazioni finalizzate all’inchiesta giudiziaria. E’ stato recuperato l’hard disk con i video filmati dalle telecamere di bordo. Quanto ai possibili dispersi all’interno del relitto, gli speleo-sub, specializzati nelle parti più profonde (erano scesi fino a 18 metri) hanno annunciato di aver esaurito la propria parte nelle operazioni. Comunque stamani si stanno aprendo nuovi varchi, all’altezza del ponte 5, per fare strada agli uomini della marina militare. Il mare è calmo, il cielo è sereno e la nave non sta facendo registrare oscillazioni.

E’ stata inoltre completata la posa della cintura assorbente intorno alla Costa Concordia, naufragata davanti all’isola del Giglio, per limitare i danni nel caso di una perdita di combustibile. L’operazione, che si chiama ‘Bunker’, è stata eseguita dalla società olandese Smit and Salvage, che deve recuperare le 2400 tonnellate di carburante, contenuto in 23 cisterne. La cintura di panne assorbenti è formata da tre cerchi concentrici. La fase successiva vedrà impegnata il pontile ‘Meloria’ della società Neri, mentre sono pronte ad arrivare al Giglio le navi-cisterna che dovranno via via accogliere il combustibile aspirato. A presidiare la Costa Concordia c’è anche la nave della marina militare Orione, che è in grado di separare gli idrocarburi dall’acqua.

Il cappellano della Costa Concordia, padre Raffaele Malena, in una intervista in esclusiva al giornale francese Famille Chrétienne, racconta la sua versione dei fatti, sottolineando che “i suoi ragazzi”, i membri dell’equipaggio che fino all’ultimo sono rimasti al loro posto, sono “degli eroi”. Intorno alle 2.30 ha incontrato il comandante Francesco Schettino: “Ho parlato con lui, mi ha abbracciato per un quarto d’ora e piangeva come un bambino”, ha raccontato.

E’ possibile che altri comandanti di navi della Costa Crociere abbiano deviato dalle rotte prestabilite, all’insaputa della compagnia, nella zona che ha interessato il naufragio della nave da crociera Costa Concordia. Lo ha ammesso, in un’intervista al Financial Times pubblicata sulla prima pagina del quotidiano londinese, lo stesso amministratore delegato della Costa, Pier Luigi Foschi. “E’ possibile che lo abbiano fatto senza che lo sapessimo ed è quello che (il comandante della Concordia) ha fatto”.

“C’è stato un contatto con il fondale. Ho fatto un guaio”. Lo disse Schettino, durante la prima telefonata a Costa Crociere subito dopo la collisione che ha poi portato al naufragio della nave nelle acque dell’Isola del Giglio. Lo ha riferito lo stesso Schettino nell’interrogatorio di garanzia davanti al Gip Valeria Montesarchio. Se questa versione fosse confermata, Schettino si sarebbe subito reso conto della gravità della situazione e non l’avrebbe minimizzata almeno parlando con la compagnia, mentre nelle telefonate con la capitaneria inizialmente dalla nave si insisteva che il problema era solo un blackout elettrico.

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