Da lunedì scorso la Sicilia paralizzata dal presidio di autotrasportatori in piazza contro la crisi economica

il corteo dei Forconi

Costo dei carburanti, autostrade e traghettamenti troppo cari. Su questi temi, cari al movimento dei Forconi che sta paralizzando la Sicilia, il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha chiesto un confronto al presidente del Consiglio Mario Monti. E intanto prosegue lo sciopero degli autotrasportatori che da lunedì hanno bloccato i collegamenti, e reso difficile gli spostamenti su tutta l’isola.

“Ho chiesto al presidente del Consiglio Monti un confronto dedicato esclusivamente a questi argomenti: il costo dei carburanti, le autostrade, i traghettamenti troppo cari”, ha spiegato Lombardo, al termine dell’incontro con i prefetti e i rappresentanti dei movimenti di lavoratori che in questi giorni stanno protestando.

“Ci sono però anche temi di competenza politica nazionale ed europea – ha aggiunto Lombardo -. Talvolta in Europa le regole sono tali per cui dobbiamo fare i salti mortali per non disimpegnare. Che i fondi strutturali, il Por, debbano essere ristrutturati, destinandoli ad esempio in credito d’imposta, sarebbe meglio”.

I lavoratori aderenti alle sigle Aias e Aitras, e dei movimenti Forza d’urto e movimento dei Forconi, sono scesi in piazza contro “la classe dirigente sorda – dicono gli organizzatori – alle richieste d’aiuto da parte di categorie di lavoratori vittime di una crisi non più soltanto economica, ma sociale”. Disagi si sono registrati in tutte le province; i distributori di carburante sono ormai a secco, e anche le ultime pompe di benzina che fino a ieri venivano prese d’assalto da decine di automobilisti, oggi esibiscono i cartelli con la scritta “esaurito”. Stessa sorte per i supermercati, dove sui banconi cominciano a scarseggiare i prodotti alimentari.

Ieri mattina al coro di protesta degli autotrasportatori si è aggiunta la voce dei pescatori, che hanno organizzato un presidio di fronte all’ingresso principale del porto di Palermo. Altri presidi, con blocchi stradali, sono stati messi in atto all’ingresso di Palermo, Catania, Messina, nel Nisseno e nell’Agrigentino.

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