Prima di Costa Concordia tanti altri “giganti del mare” hanno fatto manovre azzardate: anche tra i Faraglioni

nave da crociera tra i Faraglioni a Capri

“Inchino ai Faraglioni”: basta vedere le immagini per comprendere la pericolosità di questa tipologia di manovra sin qui tipica di tutte – o perlomeno tante – navi da crociera.

Questo episodio, che vi mostriamo e raccontiamo, appare ancora più azzardato del caso della Costa Concordia.

Stanno già facendo il giro del mondo immagini come queste di navi che transitano sotto costa e addirittura passano in mezzo ai celebri Faraglioni di Capri. Una manovra pericolosissima in barba ai divieti e alle ordinanze che impongono alle navi il rispetto delle misure minime di sicurezza.

Il caprese Pierluigi Anastasio, autore di alcune di quelle foto ha così raccontato l’inchino di cui è stato testimone il 24 settembre 2006: “Fummo presi di sorpresa vedendo una nave in transito addirittura tra i Faraglioni. Qualcuno ha detto di aver contattato telefonicamente la capitaneria del porto ma sul posto non è arrivato nessuno”.

Contro la prassi degli “inchini” l’associazione nazionale Liberi Consumatori, ha annunciato la presentazione di un esposto al comandante dell’ufficio marittimo dell’isola azzurra.

Il ministro per l’Ambiente, Corrado Clini, nella sua informativa a Montecitorio afferma: «il governo sta valutando una legge sulle rotte a rischio». Spiega di aver già individuato un percorso legislativo. Tutto per evitare la rischiosissima abitudine degli «inchini», cioè l’ avvicinamento alle coste per salutare o rendere omaggio a qualcuno.

Ci sarebbe un modo per tenere a debita distanza i grattacieli galleggianti. Lo spiega lo stesso Clini: «C’ è una legge, la numero 51 del 2011, che all’ articolo 5 prevede che i ministri dei Trasporti e dell’ Ambiente possano adottare misure finalizzate alla regolazione del traffico navale nelle aree ambientalmente sensibili». Sono stati in tanti a sollecitare ad adottare una simile norma. Tante le polemiche non nuove a questo tipo di comportamento che il naufragio della Costa Concordia ha fatto letteralmente esplodere.

«Come mai le navi da crociera che navigano in prossimità delle coste non sono state sanzionate o fermate?», si interroga Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, ed Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd, rilancia: «Dal sistema internazionale di controllo della navigazione, l’ Ais, risulta che la Costa Concordia in precedenza aveva già effettuato 52 inchini. Ma nessuno degli organismi preposti fino a venerdì scorso aveva denunciato questi comportamenti».

A chiedere uno stop agli «inchini», sono stati dal Pdl il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi e Mario Valducci. E il ministro Clini ha aggiunto: «Oltre alla norma, la cui forma deve essere ancora definita, con le leggi attualmente in vigore è anche possibile promuovere accordi di collaborazioni volontari con le imprese che gestiscono le navi da crociera per un’ autoregolamentazione del traffico in maniera tale che questo sia sostenibile dal punto di vista ambientale».

Sono tante le rotte a rischio ambientale. Tra queste il Santuario dei cetacei in Liguria, il parco nazionale dell’ Arcipelago toscano, della Maddalena, delle Cinque Terre. E ancora: l’ Argentario, il Golfo dei Poeti, Lerici, Portofino, le Bocche di Bonifacio, il Ponente ligure. C’ è poi tutta l’ area marina della laguna di Venezia con i problemi connessi alle passeggiate nel bacino di San Marco, ma anche la Sardegna del sud con capo Carbonara, lo stretto di Messina, le isole Eolie.

Sarà la volta buona per mettere chiarezza e far entrare in vigore una legge a tutela della coste e dei passeggeri stessi delle navi?

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