Dall’assicurazione auto alle farmacie, la benzina e i treni: proviamo a fare chiarezza sul decreto contestato

la protesta dei taxi a Roma

Assicurazione auto, farmacie, benzina: il provvedimento predisposto del governo Monti sulle liberalizazioni sta scatenando polemiche infinite. 

Il decreto varato si annuncia molto ampio e indubbiamente caratterizzate da tante novità. 

Ecco, nel dettaglio, cosa cambierà nei vari settori interessati dall’iter.

Assicurazioni. L’obiettivo è ridurre i costi perché, come scrive l’Antitrust, i premi effettivamente pagati per l’Rc auto hanno registrato nel periodo 2009-2010 aumenti da record. I più alti in Europa: dal 25% per chi assicura un’autovettura al 35% per un motociclo. Per questo la norma centrale del provvedimento del governo è quella che premetterà di avere sconti agli automobilisti che autorizzeranno le imprese assicuratrici a installare una «scatola nera» sui veicoli (il costo sarà a carico delle compagnie). Un data recorder che registrerà l’attività e che consentirà una riduzione delle tariffe Rc auto. Al momento nessuna compagnia, in attesa del varo, fa previsioni, ma gli sconti potrebbero essere sostanziosi.

Il decreto contiene anche misure incisive per contrastare le frodi, che contribuiscono a fare lievitare le tariffe. Viene introdotta una sanzione durissima: «Carcere fino a cinque anni e radiazione dall’albo professionale per i periti assicurativi che accettano e stimano falsamente danni a cose conseguenti a sinistri stradali da cui derivi il risarcimento a carico della società assicuratrice».

Farmacie. Turni e orari liberi, più farmacie, sconti sui farmaci: le farmacie potranno praticarli sui medicinali pagati direttamente dai cittadini. E ancora ricette con l’indicazione del generico equivalente, possibilità per i neolaureati di associarsi per concorrere con maggior punteggio alla gestione di una delle settemila farmacie che andranno a concorso. Ci saranno in particolare più farmacie: una ogni tremila abitanti.

Finora i parametri erano 5.000 e 4.000 abitanti, rispettivamente in centri fino a 12.500 abitanti e in centri con un numero di abitanti superiore. Il numero delle nuove farmacie inciderà anche sul canale di vendita dei farmaci di fascia C (quelli a carico del cittadino ma con obbligo di ricetta): questi farmaci potranno essere venduti nelle parafarmacie solo nelle regioni in cui, entro il 1° marzo 2013, non sarà stato assegnato almeno l’80% delle farmacie messe a concorso. Rivoluzione in arrivo anche per turni e orari di apertura, che potranno essere prolungati.

Benzina. La bozza di decreto sulle liberalizzazioni punta a varare una riforma della rete di distribuzione dei carburanti (circa 25.000 pompe, sono la metà in media in Europa) che faccia diminuire i prezzi più alti d’Europa: benzina ieri a 1,759 euro al litro, diesel a 1,726. Il testo circolato e che in queste ora si sta ulteriormente mettendo a punto, prevede che cada l’esclusiva tra compagnie e gestori (almeno il 50% degli acquisti dovrà essere fatto senza vincoli) ma questa regola vale solo per i distributori titolari degli impianti che sono, però, una minoranza.

E’ infatti caduta nell’ultima stesura, la norma che consentiva anche ai piccoli gestori, legati alle compagnie da contratti di comodato, di acquistare il 20% dei carburanti liberamente in attesa di ridiscutere i contratti. E’ proprio questa modifica che ha convinto la Figisc-Confcommercio a rinunciare ai 7 giorni di sciopero programmati e invece spinto la Faib-Confesercenti e la Fegica-Cisl, per ragioni contrapposte, ad annunciarne dieci. Le compagnie petrolifere sono decise ad opporsi non solo all’esclusiva ma anche e soprattutto alla possibilità che un terzo degli impianti di loro proprietà possa essere riscattato dai gestori.

Treni. L’articolo 42 del decreto sulle liberalizzazioni prevede – al punto a – che «le parole ”ed i contratti collettivi nazionali di settore” sono soppresse». Il che vuol dire che per tutti i vettori operanti nel comparto ferroviario in Italia non ci sarà più l’obbligo di applicare i contratti nazionali di lavoro. Nel caso italiano la norma interessa soprattutto le Ferrovie dello Stato guidate da Mauro Moretti e la Ntv di Luca Cordero di Montezemolo.

Il contratto dei ferrovieri è scaduto nel 2006. Da tempo sono in corso trattative per il rinnovo, però Moretti ha minacciato di disdettare gli accordi vigenti. Per Fs è, infatti, inaccettabile un contratto unico per i suoi circa 75.000 dipendenti, mentre altri vettori, come Ntv appunto, possono applicare norme e retribuzioni diverse, che in sostanza significano stipendi più bassi e quindi un costo del lavoro inferiore. Lo staff di Moretti ha calcolato che Ntv oggi risparmia per il suo personale tra il 30 e il 40 per cento e che un ferroviere Fs lavora mediamente 1.500 ore all’anno rispetto alle 1.725 di un dipendente Ntv.

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