La nave si sposta di 7 mm all’ora. Allarme mare mosso al Giglio. Arriva robot “Rov” per le ricerche dei dispersi

Costa Concordia si sta inabissando

Il mare è irrequieto e la nave Costa Concordia si sta lentamente ma costantemente muovendo verso l’abisso profondo 70 metri, che si trova a poca distanza dalla nave stessa. Sospese, dunque, al momento le ricerche. 

Nell’isola del Giglio, secondo i metereologi, è in arrivo una forte mareggiata che metterà in pericolo la nave. Urgenti quindi le operazioni per la messa in sicurezza dello scafo, allo scopo di evitare lo sversamento del carburante in mare.

E’ stato “chiamato all’appello”, stamane, per cercare eventuali corpi dei dispersi in mare anche il robot subacqueo “Rov” dei vigili del fuoco. Il robottino è entrato in azione, perlustrando l’area esterna del mare sia a poppa che a prua del relitto, ma senza la possibilità di entrare all’interno della nave in ragione delle sue dimensioni. Il “Rov”, spiegano i vigili del fuoco, ha registrato immagini e dati e verificando i punti di appoggio della Costa Concordia.

Il relitto di Costa Concordia subisce movimenti pari a 7 millimetri l’ora, movimenti che possono arrivare a 15 millimetri a prua. A rivelarlo è stato il professor Nicola Costagli, docente all’Università di Firenze-Scienze della Terra, che per conto della Protezione Civile sta monitorando il movimento del relitto.

Il comandante, passa intanto al contrattacco. “Schettino ubriaco? E’ un immane sciocchezza”: lo ha detto il difensore del comandante della Costa Concordia, avvocato Bruno Leporatti commentando la notizia circolata nelle ultime ore secondo cui Schettino sarebbe stato ubriaco la sera dell’incidente all’Isola del Giglio. “Che Schettino avesse bevuto oltre misura a cena quella sera è un’immane sciocchezza”, ha affermato l’avvocato.

“Se ho fatto un errore, sono pronto ad assumermene la responsabilità. Ma prima è bene che siano individuati questi aspetti, questi errori. Verifichiamoli e poi tutti possiamo valutare”. Sono le parole affidate da Schettino al suo avvocato difensore Bruno Leporati.

“Questa persona non stava in plancia”: ha detto Schettino nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip quando gli è stato chiesto della donna moldava, se lo accompagnava e se era con lui sulla nave Costa Concordia, in particolare se era sulla plancia di comando al momento dell’incidente.

L’avvocato del comandante della Costa Concordia chiederà la scarcerazione del suo assistito. Schettino, che è ai domiciliari dal 17 gennaio, dopo che il gip di Grosseto non ha convalidato il fermo, farà ricorso al tribunale del riesame.

Il maitre della Costa Concordia, Antonello Tievoli, infine, nega che l'”inchino” fosse per lui e dice di non aver visto alcuna donna e tantomeno la giovane moldava Domnica Cermotan sul ponte di comando della nave. Il maitre, sentito dal quotidiano Il Tirreno, conferma invece la telefonata all’ammiraglio Mario Palombo, ex comandante della compagnia Costa, poco prima dell’impatto, per un saluto.

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