“S&P”, Moody’s e Fitch hanno fatto tremare l’Europa: ora il sospetto che hanno fatto valutazioni strumentali

bufera sulle agenzie di rating

La Guardia di Finanza ha effettuato in queste ore delle verifiche negli uffici milanesi dell’agenzia di rating Standard & Poor’s. Gli accertamenti sono stati disposti dalla procura di Trani.

L’inchiesta, secondo quanto si apprende, è stata estesa anche agli ultimi declassamenti diffusi dall’agenzia di rating venerdi’ scorso.

Negli uffici milanesi della societa’ sono stati acquisiti documenti e sentite persone informate sui fatti.

La procura di Trani indaga da tempo sull’operato delle agenzie di rating e, in particolare, sull’attivita’ di Standard & Poor’s e Moody’s ritenendo che vi sia in atto una speculazione sui mercati e sui titoli di Stato. Sono tre gli analisti di Standard & Poor’s indagati per aver elaborato e diffuso giudizi sul sistema finanziario italiano ritenuti dalla procura falsi, parzialmente infondati o comunque imprudenti, tendenziosi e scorretti.

“L’Europa dovrebbe avere un proprio sistema di rating”: la pensa così il governatore della Bce Mario Draghi, che ha affidato il disappunto verso l’azione degli organismi di valutazione -ovvero Moody’s, Standard&Poors’ e Fitch – ad un intervento durante un convegno con le banche centrali e le agenzie monetarie del Consiglio di Cooperazione del Golfo.

Secondo il numero uno dell’istituto centrale europeo, la reputazione delle agenzie di rating è stata intaccata durante la crisi. Loro mettono e tolgono la “tripla A”, ma adesso sono in tanti che vorrebbero (e dovrebbero) mettere una “tripla V” a queste agenzie: tre volte V come vaffa….

Ci sono “progressi nell’affrontare la mancanza di disciplina fiscale e le riforme strutturali” in molti Paesi di Eurolandia, che stanno correndo ai ripari con “determinazione e realismo”, ma in definitiva, secondo Draghi, sarebbe necessario abituarsi a vivere senza agenzie di rating, creano invece un sistema europeo ad hoc.

Parlando dell’azione della Bce, e in particolare del prestito illimitato a lungo termine a tasso dell’1% concesso a dicembre dall’Eurotower, Draghi ha affermato che questa mossa ha evitato una seria crisi di liquidità, e che verrà certamente ripetuta a febbraio.In quella occasione ci si aspetta una domanda inferiore ma comunque alta: si stimano 489 miliardi di euro distribuiti, contro i 500 concessi alle banche a fine 2011.

Le misure sull’euro, ha aggiunto Draghi, faranno sì che la moneta unica esca dal 2012 in una forma migliore. Draghi ha inoltre detto che l’economia dell’area euro, pur mostrando segnali di stabilizzazione su alcune attività, presenta rischi di peggioramento.

Infine, riferendosi al Fondo Monetario Internazionale, il governatore della Bce ha detto che l’Europa e gli altri Paesi stanno cercando di rafforzarne le risorse, anche se queste non andranno tutte a favore dell’Europa, che non è “il solo problema del FMI”. Draghi non ha commentato l’andamento delle trattative della Grecia con gli investitori privati, dato che la Bce non ha alcun ruolo nei negoziati.

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