“Se il municipio di Los Angeles insisterà, l’industria farà armi e bagagli e si trasferirà in altri lidi più libertari”

Cicciolina

La minaccia, come pubblica il quotidiano spagnolo “El Mundo”, arriva da uno dei principali tycoon delle luci rosse, Steven Hirsch, proprietario della Vivid Entertainment, considerato dalla rivista “Forbes” come il re del porno: “Il numero dei film non diminuirà ma se saremo costretti a cambiare città o stato, questi posti di lavoro andranno da un’altra parte”.

“La gente vuole vedere film senza l’uso di preservativi perché questa è la sua fantasia” – spiega Hirsch – “ma la politica dell’azienda sia quella di lasciar scegliere gli attori”.

Los Angeles è la prima città statunitense a legiferare sulla questione accogliendo la richiesta dell’associazione Aids Healthcare Foundation (Ahf), che aveva annunciato alla fine dello scorso anno di aver raccolto oltre 70.000 firme, oltre le 41.000 necessarie, per chiedere di tenere un referendum, il prossimo giugno, sulla proposta di rendere obbligatorio l’uso del preservativo nell’industria pornografica.

Una consultazione popolare che sarebbe costata più di quattro milioni di dollari. Michael Weinstein, presidente dell’Ahf, ha salutato il voto delle autorità comunali come un grande passo avanti per regolamentare “una macchina di promozione del sesso non protetto”. L’industria pornografica, concentrata nella Valle di San Fernando, a nord di Hollywood, viene regolarmente accusata di non imporre il preservativo agli attori. Nel 2004, nel 2010 e anche lo scorso anno, le riprese dei film sono state sospese per diverse settimane dopo che alcuni attori avevano scoperto di essere sieropositivi.

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