Gdf contesta a Standard & Poor’s “giudizi infondati per pilotare i mercati e influenzare le politiche economiche”

Standard & Poor’s nel mirino della Gdf

Come già sta avvenendo negli Stati Uniti, anche in Italia scattano clamorose indagini sulle agenzie di rating accusate di “drogare” la situazione economica degli Stati con valutazioni di parte.

La Guardia di Finanza ha dato il via stamane ad un’operazione che unita all’inchiesta in corso negli Usa potrebbe dimostrare le scorrettezze delle agenzie di rating nel giudicare inaffidabili interi stati sovrani, costringendo poi a spese incredibili i cittadini.

La procura di Trani sta acquisendo i documenti che proverebbero l’elaborazione di giudizi falsi, parzialmente infondati, tendenziosi e scorretti per favorire interessi privati e penalizzare fortemente l’euro ed i paesi dell’eurozona.

Il 6 maggio del 2010 a mercati aperti in seguito al tracollo della Grecia, le agenzie di rating segnalarono come il sistema italiano era tra quelli a rischio. La diffusione del report, che la procura ritiene basato su “giudizi infondati e imprudenti” provocò il crollo del mercato dei titoli italiani ed ha avviato una crisi ingiustificata dai dati dell’economia reale.

Il secondo procedimento, avviato sempre sulla base di denunce delle due associazioni per la tutela dei consumatori, riguarda i giudizi espressi sul sistema italiano in tre differenti circostanze dall’agenzia Standard&Poor’s.

Nell’ultimo di questi report, emesso il primo luglio scorso, l’agenzia di rating ha espresso giudizi negativi sulla manovra finanziaria quando il mercato era ancora aperto prima ancora che esistesse un testo definitivo della manovra e prima ancora che questo venisse presentato al Consiglio dei Ministri.

I reati contestati sono aggiotaggio, market abuse e manipolazione del mercato azionario. Nell’inchiesta sarebbe coinvolta anche Moody’s. Tra i testimoni ascoltati per l’inchiesta Romano Prodi e il presidente della BCE Mario Draghi. 

La caccia alle agenzie di rating si è aperta. Vuoi vedere che adesso scopriranno che questi “arbitri” della finanza italiana e mondiale erano corretti come quelli di “calciopoli”?

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