Tentativo di aprire muovi varchi nella nave, stavolta si raggiungerà il ponte quattro ai 18 metri di profondità

i sub in azione nel relitto di Costa Concordia

Dopo lo stop forzato di mercoledì, sono riprese le ricerche all’interno della Costa Concordia, naufragata venerdì sera davanti al porto dell’isola del Giglio. Al termine di un vertice che si è svolto all’alba tra le varie unità impegnate su questo fronte, si è valutato che ci fossero nuovamente le condizioni di sicurezza per ricominciare a cercare. Riprendono dunque a volare gli elicotteri che calano i soccorritori dei vigili del fuoco e i sommozzatori e i palombari della marina militare.

Proprio questi ultimi, spiega il tenente di vascello, Alessandro Busonero, “questa mattina apriranno tre nuovi varchi a 18 metri di profondità sul ponte quattro in corrispondenza del corridoio di destra, cioè quello immerso, il corridoio che conduceva i passeggeri alle zone di abbandono nave”.

Quanto alle condizioni meteo, si temono il vento e le correnti che dovrebbero rafforzarsi dal pomeriggio. Il bilancio aggiornato del naufragio della Costa è di 11 vittime , 21 dispersi e 5 corpi ancora da identificare.

Intanto, la società Costa Crociere “si è costituita parte offesa e sicuramente faremo costituzione di parte civile anche al processo”. Lo ha reso noto l’avvocato della società crocieristica, Marco De Luca, all’uscita dalla Procura di Grosseto.

“Costa Crociere ha subito un gravissimo danno, sia alle persone sia patrimoniale per la perdita della nave”, ha specificato il legale, che non ha voluto commentare con i giornalisti le telefonate che ci sarebbero state la notte dell’incidente tra i dirigenti di Costa Crociere e il comandante Francesco Schettino. “Abbiamo messo a disposizione della Procura – conclude De Luca – di tutte le attività necessarie in questo momento. Costa è parte offesa in questo procedimento e in questa veste ci siamo presentati”.

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