Il ministro: “adesso speriamo che le condizioni siano tali da non compromettere la posizione attuale della nave”

Corrado Clini

Prima era corsa contro il tempo per salvare possibili naufraghi: adesso che non ci sono più speranze di trovare altre persone in vita, l’attenzione si sposta sulla necessità di scongiurare il disastro ecologico.

“E’ pronto il programma per cominciare lo svuotamento del carburante dai serbatoi, che però è condizionato dalle operazioni per il recupero dei dispersi: le operazioni non possono cominciare, prima che siano completate le altre”. E’ quanto ricorda il ministro per l’Ambiente, Corrado Clini, intervenendo al programma Rai ‘Radio anch’io’ sulla vicenda del naufragio della nave Costa ‘Concordia’ davanti all’isola del Giglio.

“Il programma – spiega Clini – prevede lo svuotamento progressivo dei serbatoi, ognuno dei quali deve essere ‘approcciato’ separatamente dagli altri: il programma si dovrebbe completare non prima di due settimane dalla data di inizio e naturalmente speriamo che le condizioni climatiche rimangano almeno tali da non compromettere la posizione attuale della nave; altrimenti, il piano dovrebbe essere rivisto a seconda del suo posizionamento”.

Clini assicura che “sono già attive tutte le misure per contenere eventuali perdite di carburante o di altri liquidi che possano rappresentare un pericolo per l’ambiente. Stiamo all’erta e siamo pronti per far partire le operazioni e, allo stesso tempo, siamo pronti a riconsiderare il programma, qualora la situazione meteo-climatica dovesse precipitare”.

Ma il ministro è intervenuto anche a ‘Mattino Cinque’, sottolineando che le sue preoccupazioni sono collegate all’andamento delle condizioni meteo: “Non sono per niente tranquillo perchè quello che stiamo facendo dipende fortemente dalle condizioni meteo-climatiche; se le condizioni dovessero cambiare, potrebbe essere difficile realizzare il programma che abbiamo predisposto; abbiamo tempi molto stretti. Mi auguro che tutto quello che abbiamo programmato possa essere sufficiente, ma devo dire che siamo appesi alle condizioni climatiche e stiamo con il fiato sospeso perchè, qualora la nave dovesse spostarsi, subire dei danni, o i serbatoi dovessero rompersi, rischiamo veramente molto”.

“Il tipo di carburante contenuto nella nave – ha proseguito Clini – potrebbe, da un lato, compromettere il fondo del mare, in quella zona in particolare, e, dall’altro lato, potrebbe costituire una specie di film, che impedisce la diffusione della luce solare nella profondità del mare e, di conseguenza, diventerebbe la causa della morte della vita nel sistema marino in quella zona”.

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