L’enciclopedia online ha scritto: “immagina un mondo senza sapere gratuito”, Google nasconde il logo in nero

Wikipedia contro la pirateria

Stavolta la Rete vince una battaglia di enorme importanza: quella contro i due progetti contro la pirateria digitale in discussione al Congresso Usa.

La prima giornata di mobilitazione ha già fatto cambiare idea a molti parlamentari che sostenevano le due diverse leggi a Camera e Senato, e si parla di ritirare i progetti di legge, sostenuto dalle major di Hollywood e dell’industristria discografica, ma che secondo i grandi nomi del web rischiano disoffocare la libertà di espressione.

A far prendere le distanze dalla proposta di legge è bastata la mobilitazione lanciata da Wikipedia, che oggi si è auto-oscurata per protesta, facendo comparire a ogni ricerca un messaggio intitolato “immagina un mondo senza sapere gratuito” , mentre Google mette una fascetta nera che oscura il logo del sito.

La proposta è in coma alla Camera bassa e ora è anche in seria difficoltà in Senato, scrive Politico, il quotidiano meglio informato su quanto accade al Congresso. Le leggi in discussione in realtà sono due, una presentata al Senato sotto l’acronimo Pipa (Protect IP Act, disegno di legge di protezione degli indirizzi IP) e una alla Camera con l’acronimo Sopa (Stop Online Piracy Act, disegno di legge contro la pirateria online).

La Casa Bianca aveva già fatto sapere di non sostenerle, e entrambe sono a un passo dall’archiviazione dopo che hanno tolto il loro appoggio parlamentari di punta compresi alcuni firmatari delle proposte.

A far precipitare la situazione è stata proprio la ribellione dei siti come Wikipedia e l’opposizione di nomi come Facebook, che nessuno vuole farsi nemici in un anno elettorale. Per avere chance di passare i disegni di legge dovrebbero cambiare in maniera significativa, secondo fonti parlamentari.

In particolare le società Internet contestano le misure che consentirebbero all’industria discografica, del cinema e alle tv di fare causa ai siti che pubblicano o sostengono materiale piratato, e permetterebbero al governo di censurare determinate ricerche sul web. In teoria, secondo i proponenti delle due leggi, beneficerebbero i consumatori (sarebbero oscurati i siti che vendono prodotti contraffatti o illegali) e i lavoratori americani (non sarebbe più consentito guadagnare usando senza permesso contenuti prodotti negli Usa).

Non la pensa così Silicon Valley: per Google e gli altri grandi del Web le nuove leggi non farebbero altro che bloccare l’innovazione e censurare la rete. “La legge non è ben congegnata, è dannosa e non risolve veramente il problema della pirateria”, ha detto Jimmy Wales, cofondatore di Wikipedia, sito controllato dalla no-profit Wikipedia Foundation.

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