Confcommercio e i sindacati propongono tavolo di concertazione ma l’Amministrazione non risponde

Taormina d'inverno

I sindacati e Confcommerciano chiamano, Taormina (almeno per adesso) non risponde. Non decolla il “Patto d’Area” proposto per il comprensorio jonico: la casa municipale taorminese non ha risposto infatti, ad oggi, alla bozza di protocollo d’intesa proposta che è stata inviata a Palazzo dei Giurati il 3 gennaio scorso.

La proposta in oggetto è quella di un Patto d’Area sui settori del terziario, il turismo i servizi e ad ipotizzare un accordo, sino al 31 dicembre 2014, sono: le organizzazioni datoriali Confcommercio di Messina (rappresentata dal vicepresidente Aurelio Giordano), Confesercenti di Messina (presieduta da Giovanni Calabrò), la Lega Cooperative di Messina (presidente Domenico Arena), e i sindacati Fisascat – Cisl di Messina (diretta dal Segretario Generale Pancrazio Di Leo), Filcams – CGIL di Messina (segretario generale Carmelo Garufi), Uiltucs – Uil di Messina (segretario Generale Eliseo Gullotti), e l’Ente Bilaterale del Terziario della Provincia di Messina. La missiva che prospetta il patto è stata inviata al Comune di Taormina, unitamente agli altri centri della zona jonica.

“I Comuni, come S. Alessio e Letojanni – spiega Di Leo (Fisascat-Cisl) hanno già risposto e dato la loro disponibilità a raggiungere questa intesa programmatica condivisa, a tutela del turismo e dell’economia che attorno a questo settore caratterizza il nostro territorio. Taormina invece non ha dato nessuna risposta. Ci auguriamo sia solo un ritardo, perchè sinora è un silenzio inspiegabile. Eppure stiamo parlando di una crisi che va affrontata subito e con delle valutazioni collegiali. Sono passate ormai due settimane da quando abbiamo inviato la comunicazione e forse c’è chi non percepisce l’effettiva gravità della situazione nel turismo e commercio e quindi le difficoltà che si stanno deternminando e palesando, in modo sempre più evidente, per i settori interessati, penalizzando i lavoratori e l’immagine stessa del territorio”.

“Il turismo – afferma Giordano (Confcommercio) – è accoglienza ma anche servizi, ristorazione, commercio e impresa. Riteniamo che in questo territorio, che è zona preferenziale per il turismo, vada collegialmente reimpostato al più presto il futuro delle aziende locali, le peculiarità e le priorità strategiche e programmatiche”.

Il patto è stato proposto anche al Comune di Giardini e ieri in tema ha reso nota la sua posizione il sindaco della località naxiota, Nello Lo Turco: “noi siamo disponibili a sederci ad un tavolo e discutere le soluzioni a tutela e rilancio dell’economia locale e comprensoriale, e dunque del territorio nella sua visione complessiva e sinergica”. Il tentativo sarebbe quello di affrontare in modo coeso le tematiche occupazionali, conseguenza della crisi in atto, contemplando misure di sostegno ai lavoratori e ammortizzatori sociali.

L’idea è di monitorare “l’andamento dell’occupazione, sia sotto il profilo delle assunzioni, che sotto quello allarmante della fuoriuscita dal mercato del lavoro dei soggetti occupati e dei titolari delle piccole e micro imprese”. Si tratterebbe di un tavolo permanente di concertazione, sulle politiche degli orari, dell’erogazione dei servizi a favore delle aziende e dei lavoratori, della tutela occupazionale, della formazione e riqualificazione professionale, nonché dei rapporti con le Istituzioni.

Le aziende disponibili ad applicare i Ccnl sottoscritti dalle organizzazioni datoriali firmatarie si impegnerebbero “all’applicazione delle norme di legge e contratto discendenti dai CCNL di settore e degli integrativi territoriali e/o provinciali esistenti”. In sostanza si punta ad “opportune norme a tutela dei livelli occupazionali esistenti”.

A Taormina, sulla questione, il solo intervento registratosi sin qui da Palazzo dei Giurati, con una piena consapevolezza del problema e dei vari aspetti connessi, resta quello del presidente del Consiglio comunale, Eugenio Raneri, che qualche giorno fa ha dichiarato: “Siamo in ritardo per la costituzione di un tavolo sul turismo, nel quale si parli in modo concreto di praticare pacchetti ed offerte come avviene in altre città, e per il superamento delle criticità derivanti dalle congiunture internazionali. A Taormina c’è una crisi locale dentro la crisi internazionale. C’è purtroppo poco dialogo sulle linee da adottare. In questo momento tutti gli operatori economici presenti sul territorio dovrebbero riunirsi e svolgere un ruolo coeso non di critica ma propositivo, traducendo ciò in termini di migliore promozione, servizi e qualità per offrire un “prodotto Taormina” che non può più essere ricondotto al solo panorama. Non si può continuare a pensare di vivere solo di rendita. La classe imprenditrice deve dimostrarsi all’altezza e quindi in grado di apportare i necessari correttivi in corsa. Non si può più scaricare le responsabilità gli uni sugli altri”.

Nei prossimi giorni si potrà capire se questo Patto d’Area si farà. Probabilmente il Comune risponderà o magari si sarà già mosso per farlo, ma il punto è un altro.

Con tutto il rispetto per i proponenti del patto, che bene anzi fanno a cercare di affrontare la crisi in modo collegiale e condiviso, alla fine avrà poca utilità sedere ad un tavolo dove poi alcuni interlocutori ti dicono che “a Taormina c’è crisi come ovunque”, ed “è una crisi internazionale”. E c’è chi legge in positivo le presenze del 2011 senza aver analizzato i dati dei “B%B” e affittacamere…

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