Dopo dieci anni di governo il sindaco lascia. Ora la Regione nominerà un commissario: poi si va alle urne

Diego Cammarata

Diego Cammarata si è dimesso dalla carica di sindaco di Palermo. Lo ha annunciato lo stesso primo cittadino nel corso di una conferenza stampa a Villa Niscemi.

Si chiude così, dopo dieci anni, l’avventura dell’esponente del Pdl a Palazzo delle Aquile: “Mi dimetto per amore della città – ha detto il sindaco – mi sarei dimesso il 2 gennaio ma non ho potuto per ragioni tecniche, volevo essere sicuro che il Comune non avesse sforato il patto di stabilità.

Avvocato cassazionista e docente di diritto dell’informazione e della comunicazione e di teoria e tecnica della promozione di immagine all’universita di Palermo, Diego Cammarata dal 1996 al 2001 e’ stato coordinatore provinciale di Forza Italia. Alle elezioni politiche del 2001 e’ stato eletto alla Camera dei deputati, facendo parte fino al 2006 della Commissione politiche dell’Ue.

Il 25 novembre 2001 e’ diventato sindaco di Palermo al primo turno, con il 56,1% dei voti, consumando una rumorosa rottura con Francesco Musotto. La sua elezione e’ diventata anche un caso: non rinuncio’, infatti, all’indennita’ da parlamentare infrangendo una prassi di incompatibilita’ e nel 2002 la giunta delle elezioni della Camera affermo’ per la prima volta che non sussistevano motivi che ostacolassero col cumulo degli incarichi di sindaco di grande citta’ e di parlamentare (la “giurisprudenza Cammarata”).

Da allora diversi altri parlamentari ricevono una doppia indennita’: una da parlamentare e una da amministratore locale. Nelle consultazioni del 2007 e’ stato riconfermato primo cittadino, ancora al primo turno, con il 53,5% dei voti, prevalendo su Leoluca Orlando che denuncio’ brogli elettorali. Un’inchiesta sui brogli legata a una lista collegata al primo cittadino ha portato effettivamente ad alcuni arresti nel 2008, sebbene riferiti a poche centinaia di schede elettorali.

Il 22 luglio 2008 Cammarata e’ stato eletto presidente dell’Anci in Sicilia. Il secondo mandato e’ stato caratterizzato da una forte conflittualita’ con il consiglio comunale e con il governo Lombardo. Fragoroso anche lo strappo con Gianfranco Micciche’. Diversi gli ‘incidenti’ giudiziari durante la sindacatura: da quelli relativi alla gestione dell’Amia, l’azienda di igiene ambientale per la raccolta dei rifiuti, con una voragine milionaria nei conti, all’utilizzo di un dipendente comunale come skipper per la barca di famiglia.

Per questa vicenda nel 2011 e’ stato rinviato a giudizio. Nel 2010 il sindaco e’ stato indagato per abuso d’ufficio e disastro colposo in relazione alla gestione della discarica palermitana di Bellolampo. Dopo dieci anni, per Palermo si apre una nuova stagione.

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