Pericolo di sversamento dal relitto incagliatosi sulla costa: “Costa Concordia” ha 2.400 tonnellate di gasolio 

la nave Costa Concordia

Nelle cisterne della Costa Concordia, naufragata ieri nei pressi di isola del Giglio, ci sarebbero circa 2.400 tonnellate di carburante: lo sversamento di solo tre/quattrocento tonnellate di carburante dal portacontainer Rena, in Nuova Zelanda, ha ucciso circa 20mila uccelli marini e inquinato decine di chilometri di costa.

Lo rende noto Greenpeace sostenendo che l’emergenza ambientale che si profila nel caso della Costa Concordia è “tristemente simile” a quella che ha seguito l’affondamento, il 5 aprile 2007, della nave da crociera Sea Diamond a Santorini (Grecia) e ripropone la questione dei rischi causati dall’avvicinamento alla costa dei grandi traghetti.

Oltre a migliaia di tonnellate di carburante, la nave contiene, verosimilmente, tonnellate di altre sostanze pericolose come lubrificanti, vernici, sostanze clorurate e amianto. Greenpeace chiede quindi che venga messo a punto e attuato con urgenza un piano che preveda subito lo svuotamento delle cisterne di carburante della nave e quindi la rimozione della nave stessa. “Lo svuotamento delle cisterne, che potrebbe essere complicato se il carburante, a causa delle basse temperature, avesse assunto una consistenza semi-solida, deve essere avviato immediatamente, prima che eventuali mareggiate infliggano danni strutturali al relitto, causando la dispersione del carburante”, spiega Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace.

In un’area teoricamente protetta come il Santuario dei Cetacei, denunciano quindi gli ambientalisti, non esiste alcuno strumento per bloccare una nave con carico pericoloso se è in corso una tempesta o impedire alle navi da crociera di avvicinarsi pericolosamente alla costa, come avvenuto per la Costa Concordia. Il Santuario dei Cetacei nasce da un accordo tra Italia, Francia e Monaco e dovrebbe tutelare l’Alto Tirreno e il Mar Ligure per le eccezionali caratteristiche ambientali dell’area.

Il naufragio della Costa Concordia non è il primo incidente navale nel Santuario: solo un mese fa, poche decine di miglia più a nord, il traghetto della Grimaldi Lines, Eurocargo Venezia, aveva perso in mare, durante una tempesta, circa 40 tonnellate di sostanze tossiche (catalizzatore al cobalto-molibdeno per la desolforazione di idrocarburi).

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=w_2G5yBNZUg[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti