Lo svedese del Milan deluso per il derby: “ma non è decisivo”. Poi attacca: “sono rimasto isolato in area”

Zlatan Ibrahimovic

Piove sul bagnato in casa Milan. Dopo la sconfitta nel derby, adesso c’è il “mal di pancia” di Zlatan Ibrahimovic. E’ allarme rosso…nero a Milanello. Al termine di una settimana condizionata dalla vicenda Pato-Tevez, la squadra di Max Allegri si ritrova a -1 dalla Juventus e sente adesso il fiato dell’Inter, staccata ora di soli cinque punti dai rossoneri.

Dopo la partita, il tecnico ha ammesso che il bailamme settimanale intorno al caso di mercato relativo al Papero e all’Apache ha influito eccome sulla preparazione della gara: “E’ stata una settimana troppo movimentata…”.

Ma più che il malumore di Allegri, Adriano Galliani dovrà essere bravo a tenere a bada ora il malumore di Ibrahimovic. “Abbiamo giocato male, ho ricevuto pochi palloni”, ha spiegato Ibra dopo il derby. Sono parole che fanno suonare non uno, ma mille campanelli d’allarme nelle orecchie dei dirigenti di via Turati.

Ibrahimovic, invece, si mostra incurante degli insulti razzisti di quei tifosi nerazzurri che hanno mostrato allo stadio una gigantografia della copertina della sua autobiografia con il titolo ‘Io sono uno zingaro’, anziche’ l’originale ‘Io sono Zlatan Ibrahimovic’. ”Non mi importa nulla, questa volta si sono divertiti loro, hanno ottenuto i tre punti mentre noi abbiamo perso, il calcio e’ questo”, ha spiegato agli svedesi di Sportbladet.

”Abbiamo perso ma per fortuna siamo ancora davanti all’Inter con 5 punti di vantaggio. Penso che sia stata una brutta partita per entrambe le squadre, senza molte occasioni. Noi abbiamo tenuto molto il possesso ma non abbiamo creato occasioni molto pericolose. Loro si sono solo difesi e aspettavano un nostro errore. Mancano ancora tante partite, questa non era una partita decisiva”.

Quindi Ibrahimovic ha ammesso di aver avuto difficolta’ in campo. ”Non ho avuto moti palloni da giocare come al solito, cosi’ – ha spiegato – mi sono detto ‘Resto in area e aspetto’, ma alla fine sono rimasto isolato”.

Il messaggio è chiaro. Occhio, perché se al “signore degli scudetti”, a quanto pare già infastidito dal mancato arrivo di Tevez (e, a quanto riferiscono i più maliziosi, dalla mancata partenza di Pato), viene quel “famigerato” mal di pancia, che puntualmente presto o tardi si verifica in ogni squadra dove ha giocato, allora sì che sono dolori.

Attenzione a cosa potrebbe, insomma, accadere nei prossimi giorni, o per meglio dire tra qualche mese. Ibra non vuole più al suo fianco Pato (preferisce Robinho): questo è certo.

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