Monito del presidente del Consiglio a Passalacqua: “ci sono argomenti che per legge vanno discussi in aula”

Eugenio Raneri

Archiviate le festività, a Palazzo dei Giurati è ripartita l’attività amministrativa.

Il presidente del Consiglio comunale, Eugenio Raneri, ha fatto il punto della situazione sui prossimi argomenti in discussione in sede consiliare  ma anche su diversi altri temi.

“Si è svolta in Comune una riunione con i capigruppo per concordare gli argomenti da trattare nelle prossime sedute di Consiglio. Verrà data precedenza a ordini del giorno urgenti, mozioni e l’esame di alcuni interventi alberghieri e la questione del riconoscimento dei debiti fuori bilancio. Se gli assessori avranno argomenti da sottoporre all’assemblea potranno dare indicazione in tal senso al sindaco, al quale ho chiesto di informarmi in tal senso”.

“NO A FUGHE IN AVANTI”. “Ho incontrato il sindaco nelle scorse ore ricordandogli che siamo ormai da un anno dalle elezioni e gli ho detto con estrema chiarezza una cosa: da questo momento non ci devono essere fughe in avanti, da parte di nessuno. Vi sono argomenti che vanno posti all’attenzione del Consiglio e sui quali la legge demanda la competenza proprio all’organo consiliare. Mi riferisco alla programmazione”.

“Ci sono state, altresì, in questi giorni delle riunioni e mi limito a dire che bisogna, invece, prima confrontarsi in Consiglio comunale e poi discutere con le forze sociali ed economiche della città”.

ALBERGHI “STAGIONALI”. “In prospettiva, e non so come la pensi ad esempio l’assessore all’Urbanistica, credo che il momento di crisi dovrebbe destare nella politica una profonda riflessione sul settore alberghiero e andrebbe fatta un’analisi sull’occupazione dei posti letto in questa città. Da quel che risulta, in rapporto alle presenze turistiche, vi è un indice di posti letto che è soddisfacente per le categorie lusso, mentre per le altre categorie comincia ad esserci molta preoccupazione. Per questo bisogna chiedersi se Taormina necessita di ulteriori posti letto. Io non credo”.

“Taormina deve dare servizi ai vari segmenti di turismo presenti sul territorio. Una scelta, presto o tardi, andrà fatta. Il problema va posto. Non si concepisce, inoltre, come gli hotel di lusso possano parlare di stagionalità come abbiamo letto in tempi recenti in alcune note delle proprietà. Il sindaco ha l’obbligo, anzi, di convocare questi “signori” per chiarire che tipo di politica turistica intendono fare sul territorio, volendo ricordare che ulteriori incrementi volumetrici non possono essere concessi per un’offerta che sia poi soltanto stagionale. L’indotto della città è legato per larga parte all’attività turistica e tutti devono fare la propria parte”.

TAVOLO SUL TURISMO. “Siamo in ritardo per la costituzione di un tavolo sul turismo, nel quale si parli in modo concreto di praticare pacchetti ed offerte come avviene in altre città, e per il superamento delle criticità derivanti dalle congiunture internazionali”.

“NON SOLO PAESAGGIIO”. “A Taormina c’è una crisi locale dentro la crisi internazionale. C’è purtroppo poco dialogo sulle linee da adottare. In questo momento tutti gli operatori economici presenti sul territorio dovrebbero riunirsi e svolgere un ruolo coeso non di critica ma propositivo, traducendo ciò in termini di migliore promozione, servizi e qualità per offrire un “prodotto Taormina” che non può più essere ricondotto al solo panorama. Non si può continuare a pensare di vivere solo di rendita. La classe imprenditrice deve dimostrarsi all’altezza e quindi in grado di apportare i necessari correttivi in corsa. Non si può più scaricare le responsabilità gli uni sugli altri”.

ALBERGATORI E PALACONGRESSI. “Togliamoci una volta per tutte dalla testa che gli albergatori siano interessati alla gestione del Palazzo dei Congressi. Ogni albergo ha già la propria sala, che viene data a titolo gratuito o quasi a chi organizza questi congressi e spesso li fa nelle loro strutture. La struttura impropriamente definita PalaCongressi si presta non soltanto ad ospitare la convegnistica ma anche cinema, teatro e musica. Si dice sempre che non sia a norma e che non si riesce a capire cosa manca per l’agibilità e quali siano le richieste fatte in tal senso dagli organi preposti a dare questo nulla osta e l’esatta certificazione delle opere necessarie a questa finalità”.

“LA GESTIONE A TAOARTE”. “Fatte queste premesse e quando saranno stati chiariti i vari punti citati, il Comune e Taormina Arte potrebbero svolgere in forma diretta una gestione di questa infrastruttura che coniughi varie attività con i suddetti indirizzi: cultura, tempo libero e attività congressuali. Il Comune può anche pensare a qualche dismissione di bene per fare cassa e completare l’opera. Andrebbe quindi individuata una figura professionale ancorata a quelle organizzazioni che si occupano di convegni. Al contempo Taormina non ha un’alternativa al Teatro Antico e questo palazzo potrebbe essere appunto l’ideale per fare cultura”.

PROJECT FINANCING. “Sul project financing di cui si sente parlare spesso, il Consiglio non è mai entrato nel merito né ha mai fatto pertanto alcuna valutazione specifica. Di recente c’è stata una riunione alla quale purtroppo non ho potuto presenziare ma ci sarà modo per esplicitare il mio pensiero. Se poi il Palazzo dei Congressi lo si vuole regalare ad una società, non so con quali benefici per la città….”

“COALIZIONE FINITA”. “Ho già dichiarato che resterò in questa Amministrazione perchè i principi etici e la coerenza sono cose fondamentali in politica. E’ chiaro che la coalizione che vinse le elezioni nel 2008 non esiste più. In questi mesi, sul piano amministrativo, bisognerà solo navigare a vista, pensando all’interesse generale”.

“DA QUI AL 2013”. “Per il futuro le forze politiche devono avviare un progetto per la città, che non ricalchi la strategia di porre in essere coalizioni disomogenee con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Il sistema elettorale è cambiato. La legge prevede degli sbarramenti. La classe politica deve fare uno sforzo per isolare chi e quanti in questa città vogliono assurgersi a “pupari”, dimenticando che Taormina per varie vicende, che ormai ben conosciamo, ha corso il rischio del dissesto finanziario e di perdere beni importanti. Serve una progettualità: dai servizi alla classe burocratica sino alle infrastrutture. Oggi Taormina non è presente e non dice la sua in organismi come l’aeroporto di Catania, alla Regione e in varie associazioni rappresentative di rilievo, enti locali e turistici”.

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