E’ uno slavo sospettato di essere l’autore dell’omicidio di Nicolò Savarino. L’uomo si era rifugiato in Ungheria

l'omicidio di Nicolò Savarino

Era pronto a scappare in Serbia e da lì in Sud America, Goico Iovanovic, l’uomo fermato dalla polizia ungherese con l’accusa di aver ucciso Niccolò Savarino, il vigile di Milano investito giovedì sera. Ivanovic, che dovrebbe essere nato nel 1987, ha in passato usato diversi pseudonimi quali Nicolic Remì, Nicolic Goico, Iovanovic Davide e, per due volte, si è anche fatto passare per minorenne, sostenendo di essere nato nel 1994 e nel 1995. Il giovane aveva precedenti penali per reati ‘contro il patrimonio’ e abitava in un appartamento di Busto Arsizio. Secondo gli investigatori era al momento l’unico ricercato quindi non è certo che a bordo del Suv ci fosse un complice.

Iovanovic è stato fermato con l’accusa di omicidio aggravato e resistenza a pubblico ufficiale a Kelebia, “una località remota sul confine serbo-ungherese”, da cui era “intenzionato a raggiungere la Serbia e poi il Sud America”: proprio per questo “il giudice ha ritenuto sussistente il pericolo di fuga” e ha emesso il mandato sabato pomeriggio, che è stato eseguito in serata. Come ha detto la polizia, “vi sono elementi di prova derivanti dalle intercettazioni telefoniche avviate sin dall’inizio dalla polizia locale in collaborazione con la squadra mobile e dalla testimonianza del collega”.

Il capo della Mobile Alessandro Giuliano ha spiegato: “Quando è stato diramato il mandato d’arresto europeo l’immediata comunicazione alle autorità ungheresi di generalità e fattezze ha permesso di sapere che questo soggetto era fermo da almeno una ventina di ore” nella località da cui stava cercando di passare in Serbia per alcune procedure di identificazione. “E’ solo grazie alla rapidità con cui il provvedimento è stato emesso e poi trasmesso che è stato possibile il fermo”, hanno detto ancora in Questura, aggiungendo che “in questo momento sono attivi canali di cooperazione giudiziaria” e che “normalmente quella del mandato d’arresto europeo e’ una procedura piu’ spedita dell’estradizione”.

Dalla Questura di Milano, la polizia di stato ha anche fatto sapere che “è soltanto questa la persona ricercata, non ci sono al momento altre persone”, specificando tuttavia che non è escluso che in macchina fosse da solo. “Andranno ancora svolte indagini perchè, dal punto di vista probatorio, la vicenda ha contorni ancora da chiarire, ma in questo momento gli elementi raccolti consentono di dichiarare che fosse lui”, hanno concluso.

La notizia dell’arresto del presunto omicida è stata data stamani ai genitori della vittima dal sindaco Giuliano Pisapia. La coppia, originaria della provincia di Agrigento, è arrivata venerdì dalla Sicilia e si è stabilità a Rho dove Savarino viveva insieme al fratello. Pisapia, ha riferito l’assessore alla Sicurezza Marco Granelli, aveva già telefonato in casa Savarino ieri sera e aveva già in programma oggi, indipendentemente dalla svolta nelle indagini, una visita.

”Niccolò era un bravo ragazzo, non solo perchè faceva volontariato ma aveva ottimi rapporti con i cittadini come vigile di quartiere e nel territorio dove operava ha davvero lasciato un segno” .E’ quanto ha detto il comandante della Polizia Locale, Tullio Mastrangelo, nel corso della conferenza stampa, tenutasi in questura per il fermo del presunto responsabile dell’omicidio. ”Ringrazio di cuore il questore di Milano, Alessandro Marangoni – ha aggiunto -, che si è messo a disposizione insieme agli investigatori della squadra mobile e tutti i colleghi che hanno lavorato senza un minuto di sosta, giorno e notte,
per assicurare alla giustizia il responsabile di questo orrendo crimine”.

In Presidente della Provincia ha subito ringraziato il lavoro della Squadra mobile: “Desidero rivolgere un plauso e un ringraziamento sentito sia al questore di Milano, Alessandro Marangoni, sia alla Squadra mobile per il tempestivo fermo, in Ungheria, di uno dei probabili assassini dell’agente di Polizia locale, Niccolò Savarino. Un risultato che mette in evidenza la grande capacità operativa e la quotidiana dedizione delle nostre Forze dell’ordine, tesa, come in questo caso, a garantire in brevissimo tempo l’individuazione del possibile responsabile di un gesto orribile che ha sconvolto e toccato le coscienze di un’intera comunità”.

Podestà ha poi ricordato che, “proprio lo scorso anno, la Provincia, su indicazione dell’assessore alla Sicurezza, Stefano Bolognini, ha conferito alla “Mobile” il Premio Isimbardi, la massima onorificenza dell’Ente. La notizia del fermo, senza dubbio positiva, non potrà, però, mitigare il dolore di tutti noi, della famiglia, e dei colleghi, per una morte assurda, tragica, quanto violenta, di un serio professionista al servizio dei cittadini, strappato troppo presto all’affetto dei suoi cari. Quello di Niccolò resterà per sempre un esempio indelebile scolpito nel cuore della città”.

Il ministro dell’Interno ha telefonato al Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Antonio Manganelli, per complimentarsi dell’operazione, coordinata da Procura
della Repubblica di Milano ed eseguita dalla squadra mobile della Questura, dall’ Interpol con la collaborazione della polizia locale ungherese, che ha portato alla rapida cattura di uno dei due presunti autori dell’omicidio di Niccolò Savarini.

“Mi auguro – ha aggiunto Annamaria Cancellieri – che quanto prima venga assicurato alla
giustizia anche il suo complice cosi’ come i responsabili dell’orrendo omicidio di Roma, gia’ individuati grazie alla preziosa attivita’ investigativa svolta dalle Forze di polizia che non si ferma ai confini nazionali, ma che puo’ avvalersi di una eccezionale collaborazione internazionale”.

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