Subito gag e satira pungente nel programma “The show must go off”. La conduttrice: “ricomincio libera e felice”

Serena Dandini

Rieccola Serena Dandini: più determinata e pungente che mai. Un corpo di ballo, una manciata di bambini stonati come campane, interventi a sorpresa, Elio e le Storie Tese, casi strappalacrime, Neri Marcoré, una decina di spot per l’autopromozione del Governo, Dario Vergassola, due ospiti e due mini episodi di fiction.

Dopo la cacciata dalla Rai, Serena Dandini torna in prima serata su La7 con The show must go off, lo spettacolo alternativo del sabato che mette alla berlina Ballando con le stelle, i bimbi-cantanti infiocchettati e cotonati di Raiuno e tutti quei programmi di antiquariato che propongono lustrini, gare e vicende pietose spacciandole per varietà e viceversa. Mentre Dandini & Co. tentano la via della leggerezza per esorcizzare la realtà.

Il nuovo programma. Una strada sempre più in salita in un momento nel quale c’è molto poco da ridere. «Ma la satira funziona da sempre. Appartiene alla storia, da Plauto a Pasquino, ha resistito negli Anni di Piombo, alle guerre», dice Paolo Ruffini, giunto alla direzione de La7 direttamente da quella di Raitre. Come la Dandini che con il suo gruppo di lavoro al completo (dal produttore Domenico Procacci di Fandango all’editor Andrea Salerno) parla del nuovo programma nel Teatro 8 degli studios di via Tiburtina pieno come un uovo di giornalisti e addetti ai lavori.

Gag, satira, interviste: ricetta che si addice a Serena Dandini che, forse, mai ha calcolato il rischio della ripetitività. Capita che senza accorgersene uno diventi un mausoleo… «Magari. Per visitare quello di Lenin bisogna fare code lunghissime, lo sbigliettamento sfiora cifre astronomiche».

L’autrice conduttrice ha il morale alto, conscia del periodo nero che vive l’Italia, ma serena, senza rancori, dice, nemmeno nei confronti della Rai. «Sono molto soddisfatta di essere a La7, una tv che fa davvero servizio pubblico. No, non intenterò nessuna causa, anzi spero che l’azienda dove sono cresciuta si riprenda. E perché questo accada si deve ricominciare dalle aste, abbandonando segnalazioni e raccomandazioni, ripristinando la meritocrazia, sia a Viale Mazzini sia nel Paese». Per fare una buona tv ci vogliono i cavalli vincenti, ma molti sono stati mandati via: «Resta sempre quello in bronzo», sorride Serena Dandini.

Fiorello e Baldini. Nello show non mancano incursioni di Marco Baldini con Fiorello, nel ruolo di Lorenza Lei, direttore generale della Rai che esordisce così: «Che ci facciamo su La7? Non sarà mica il programma della vecchia? Quella che ho cacciato perché è la regina del sesso: se quel famoso divano potesse parlare…». E, se fino a poco fa il bersaglio preferito dalla satira era Berlusconi, adesso è il Governo dei professori. Niente più bunga bunga, escort, cene e cotillon. Adesso tocca agli uomini della Bocconi, quelli che nei filmati pubblicitari accusano gli italiani: «Noi abbiamo rinunciato a stipendi miliardari per essere qui e voi, voi osate lamentarvi per 2 punti in più di Iva?».

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