Francesco Schettino in carcere. La sua difesa: “nelle carte nautiche c’era acqua a sufficienza sotto di noi”

Costa Concordia "inghiottita" dal mare

Da ieri sera è in carcere. È stato arrestato con accuse pesantissime nei suoi confronti Francesco Schettino, il comandante della nave da crociera Costa Concordia che si è incagliata all’Isola del Giglio.

Le indagini sono state svolte dal procuratore Francesco Velusio che ha diretto personalmente le attività investigative insieme ai carabinieri e alla capitaneria di porto.

Il comandate della Costa Concordia incagliata a largo dell’isola del Giglio «ha abbandonato la nave alle 23,30, quando c’erano ancora molte persone da portare in salvo», ha affermato il procuratore di Grosseto, Francesco Verusio, che ha formulato per il comandante Francesco Schettino le accuse di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave. Verusio ha spiegato che il comandante «ha ordinato la rotta, era al comando» e la manovra di avvicinamento all’isola del Giglio è stata «voluta».

Prima del trasferimento nel carcere di Grosseto questa la versione dei fatti resa da Schettino. «Al momento dell’emergenza ho dovuto fare una scelta per poter favorire i soccorsi. Cos’è successo? È successo che mentre navigavamo ad andatura turistica abbiamo impattato uno sperone di roccia che non era segnalato.

Secondo quanto dichiarato ai microfoni Mediaset da Schettino, che è stato a lungo interrogato a Isola nella sede della Capitaneria di Porto dove si tenta di fare luce sulle cause della tragedia, per la carta nautica «doveva esserci acqua a sufficienza sotto di noi. Siamo stati gli ultimi ad abbandonare la nave».

Al momento dell’impatto, il comandante della nave della Costa Crociere che si è incagliata davanti all’Isola del Giglio «era sul ponte di comando», ha sottolineato il direttore generale di Costa Crociere, Gianni Onorato, conversando con i giornalisti a Porto Santo Stefano.

«Le procedure di soccorso stavano andando bene», ha sottolineato Onorato, spiegando che l’inclinazione della nave è stato «un evento imprevedibile» che non ha permesso di utilizzare una parte delle scialuppe di salvataggio». Per quanto riguarda la rotta seguita, che secondo alcuni testimoni avrebbe portato la Costa Concordia troppo vicino alla riva, Onorato ritiene non sia corretto «dire che la nave era fuori rotta». E ha precisato che «solo un’analisi tecnica da parte delle autorità competenti potrà stabilirla. A bordo ci sono sistemi molto sofisticati, sia per tracciare la rotta che per capire che cosa è successo».

«Le procedure di sicurezza previste in questi casi sono state eseguite nei tempi corretti», ha detto Onorato. E «corretta» è stata anche «la decisione del comandante di evacuare la nave Concordia quando ha ritenuto che ci fossero le condizioni di sicurezza». Onorato ha anche annunciato che sono arrivati tecnici specializzati dall’Olanda che dovranno estrarre il carburante dalla nave per evitare quindi un versamento in mare.

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