Costa Concordia, in manette Francesco Schettino: “per la carta nautica c’era acqua a sufficienza sotto di noi”

Francesco Schettino

Arrestato Francesco Schettino, il comandante della nave da crociera Costa Concordia che si è incagliata all’Isola del Giglio. Schettino è stato trasferito al carcere di Grosseto.

Le indagini sono state svolte dal procuratore Francesco Velusio che ha diretto personalmente le attività investigative insieme ai carabinieri e alla capitaneria di porto.

La nave è stata posta sotto sequestro “come atto dovuto”, ha dichiarato il procuratore, e “sarà importante valutare quanto potrà emergere dalla scatola nera”. Il procuratore ha anche aggiunto: “stiamo verificando i motivi di un passaggio così vicino alla costa dell’isola”.

Al comandante Schettino e al primo ufficiale Ciro Ambrosio vengono contestati reati che vanno dall’omicidio colposo plurimo al naufragio, al disastro, all’abbandono della nave con altri passeggeri ancora da mettere in salvo.

Il comandante della Costa Concordia, originario di Meta di Sorrento, aveva provato a difendersi – ancor prima di esser ascoltato dal magistrato – anche davanti alle telecamere, per allontanare le pesantissime accuse mossegli sulla tragedia nel “Giglio”.

“Stavamo navigando sotto costa, lungo una rotta turistica quando la nave ha urtato su un fianco una roccia che non era segnalata sulla carta nautica, che in teoria li’ quella roccia non ci doveva stare”. Questo ha detto Schettino, raccontando le fasi dell’urto contro gli scogli della nave affondata di fronte all’Isola del Giglio. 

Sulla carena della nave c’e’ uno squarcio lungo una settantina di metri in cui e’ conficcato un pezzo di scoglio di notevoli dimensioni.

E al momento dell’impatto, il comandante della nave della Costa Crociere che si e’ incagliata davanti all’Isola del Giglio “era sul ponte di comando”. Lo ha sottolineato il direttore generale di Costa Crociere, Gianni Onorato, conversando con i giornalisti a Porto Santo Stefano. “Le procedure di soccorso stavano andando bene” ha sottolineato Onorato spiegando che l’inclinazione della nave e’ stato “un evento imprevedibile” che non ha permesso di utilizzare una parte delle scialuppe di salvataggio”.

“Stavamo navigando sotto costa, la nave ha urtato su un fianco una roccia” che “non era segnalata sulla carta nautica, che in teoria li’ quella roccia non ci doveva stare”, ha detto il comandante.

Al momento dell’impatto, il comandante della nave della Costa Crociere che si e’ incagliata davanti all’Isola del Giglio “era sul ponte di comando”, ha poi detto Onorato. E ha aggiunto che la nave era dotato di un sistema analogo a quello della scatola nera. “Solo alle autorità competenti spettano le analisi di quanto è successo, noi possiamo solo collaborare”. 

La Costa Concordia era partita alle 19 da Civitavecchia durante un giro del Mediterraneo. A bordo 4.234 persone. L’ultimo bilancio del prefetto di Grosseto parla di tre morti accertati e oltre sessanta i feriti ricoverati in ospedale.

Ma sono quasi 50 le persone che mancano ancora all’appello. La nave, che appare adagiata su un fianco appoggiata al fondale, presenta sulla fiancata sinistra uno squarcio lungo almeno 70 metri e un’inclinazione di oltre 80 gradi dalla parte opposta. Sullo scafo ci sono falle da entrambi i lati: è quanto avrebbero accertato i Vigili del fuoco in un primo sopralluogo.

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