Nave era fuori posizione ma Costa si difende: “corretta procedura d’evacuazione”. Ma ci sono 3 morti annegati

la nave affonda

Poteva essere una strage ma è comunque un dramma tremendo. È di tre vittime, 70 dispersi, e 14 feriti, di cui due in gravi condizioni, il primo bilancio ufficiale dell’incidente occorso venerdì sera alla nave da crociera Costa Concordia, incagliata su una secca davanti all’Isola del Giglio.

Un bilancio che, per i soccorritori, potrebbe non essere ancora definitivo: al mezzogiorno del sabato, infatti, riultano ancora 50 dispersi. A bordo della Concordia, infatti, risultavano 4.229 mentre dopo l’incidente sono state censite 4.179 persone. Lo stesso prefetto di Grosseto, che preannunciava in mattinata il timore che i dispersi potessero essere molti, ha invece fornito cifre diverse: 70 persone che non hanno ancora risposto all’appello a fronte delle 4234 a bordo (52 i bambini tra 0 e 6 anni).

La lista dei passeggeri è stata resa disponibile, secondo i vigili del fuoco, solo nella tarda mattinata di sabato, e solo allora è stato effettuato il confronto con quella delle persone accolte e medicate sull’Isola e nella vicina Porto Santo Stefano. I soccorsi a bordo dell’imbarcazione ormai sdraiata su un fianco stanno ancora ispezionando tutti i locali alla ricerca di altre persone eventualmente rimaste all’interno.

È in corso negli uffici della Capitaneria di porto dell’Isola del Giglio l’interrogatorio di Franco Schettino, comandante del Concordia. Il comandante, napoletano di Meta, deve ricostruire le fasi dell’incidente e spiegare come mai si fosse avvicinato così tanto all’Isola. Secondo i programmi, infatti, la Concordia avrebbe dovuto attraversare il canale tra l’Argentario e l’Isola del Giglio a 5 miglia dalla costa italiana, e quindi a 3 dall’isola e dalla secca sulla quale si è incagliata. Il Giglio dista dalla terraferma 16 km, cioè 8,6 miglia nautiche.

Le tre vittime, in base ai primi accertamenti medico legali, sono morte per annegamento, le salme sono all’obitorio dell’ospedale di Orbetello. Nelle fasi concitate del naufragio molte persone sono cadute in acqua o si sono gettate in mare, riportando anche fratture e principi di assideramento.

La paura arriva all’ora di cena, quando le 4.230 persone a bordo della Costa Concordia (oltre 3.000 dei quali passeggeri e circa mille di equipaggio) sono a tavola ai ristoranti della nave da crociera nei pressi dell’Isola del Giglio: uno scossone, poi la luce che va via. Il tempo di capire quello che sta succedendo e l’invito ad indossare i salvagente e avvicinarsi alle scialuppe, «per precauzione». Qualcuno, a bordo, ha pensato al Titanic, di cui tra tre mesi, il 15 aprile, ricorre il centesimo anniversario dell’affondamento.

Sulla fiancata dello scafo, dopo l’impatto, si apre uno squarcio di circa 30 metri e la nave inizia a imbarcare acqua. Arriverà, nel corso della notte, a inclinarsi di 80 gradi, praticamente a sdraiarsi, poggiandosi sul fondo. Proprio la secca le impedirà di affondare completamente.

Sembrava, all’inizio, che questa avventura si fosse conclusa senza gravi conseguenze, solo tanta paura. Ma poi, durante l’evacuazione, qualcosa non ha funzionato: molti passeggeri sono caduti in acqua, qualcuno forse vi si è gettato per la paura mentre lo scafo si inclinava sempre più, e ha dovuto vedersela con il freddo del mare e della notte. Tutte da accertare le cause della morte delle vittime: ipotermia, forse, ma non si esclude un malore, né si sa se fossero tra quelli finiti in acqua. La nave era attesa a Savona per la prima tappa della crociera «Profumo degli agrumi» nel Mediterraneo, ed era partita circa due ore prima da Civitavecchia. L’Isola del Giglio, dove i passeggeri sono stati evacuati in attesa di essere trasferiti in altri luoghi con maggiore ricettività, era a due passi quando il «tempio galleggiante del divertimento», per motivi ancora da accertare, si è incagliata alle secche di Punta Gabbianara, la punta più a sud dell’isola con alte scogliere, meta preferita dei sub.

La Concordia ha cominciato ad imbarcare acqua e ad inclinarsi sul fianco destro a causa di una falla che si sarebbe aperta nella zona di poppa. E proprio dall’Isola del Giglio sono partiti i primi soccorsi. Il sindaco, Sergio Ortelli, ha messo a disposizione scuole, asili, alberghi, «qualsiasi cosa abbia un tetto» e il parroco ha aperto la chiesa per ospitare i passeggeri della nave. Più tardi è cominciato, per alcuni di loro, il trasferimento in traghetto a Porto S.Stefano. «Stavamo cenando quando è andata via la luce, abbiamo sentito un colpo e un boato, e le stoviglie sono cadute per terra»: così ha raccontato all’ Ansa Luciano Castro, da bordo della Costa Concordia. All’inizio è stato detto che si trattava di un guasto elettrico, ma tutti si sono accorti che i bicchieri sul tavolo non stavano più in piedi. «Scene da Titanic», commenta con l’ Ansa Mara Parmegiani, giornalista, come Castro, e anche lei per caso tra i crocieristi della Concordia.

Prima l’invito ad avvinarsi alle scialuppe «per precauzione», poi ogni incertezza è stata spazzata via da sette fischi brevi ed uno lungo: il segnale di abbandono nave. Verso la Costa Concordia che stava calando le scialuppe si sono avvicinati anche altri natanti che incrociavano nella zona, anche uno dei traghetti che fa servizio tra l’Isola del Giglio e Porto Santo Stefano, mezzi dei vigili del fuoco da Livorno e da Civitavecchia, delle capitanerie di porto e della guardia di finanza.

Verso l’una la situazione si complica: l’armatore fa sapere che «la posizione della nave, diventando più difficoltosa, sta complicando le ultime operazioni di sbarco». È sul fianco, ormai, e a bordo ci sono ancora centinaia di persone. Prima dell’arrivo degli elicotteri, in diversi cadono nelle acque gelide del Tirreno a gennaio. All’Ansa giunge la telefonata di due genitori in ansia per il figlio in viaggio con moglie e due bambine di 3 e 4 anni. «Sono ancora lì, fate qualcosa». Poi, per loro, un sospiro di sollievo: Gianluca Gabrielli e la sua famiglia ce l’hanno fatta; sono sulla banchina del Giglio e hanno una coperta. Solo un lenzuolo, invece, ricopre il cadavere della prima vittima, un uomo di 65-70 anni.

Non sono mancate le polemiche, da parte di alcuni passeggeri, per un presunto ritardo nell’ordine di evacuare la nave. Ma su questo il direttore generale della Costa Crociere, Gianni Onorato, ha voluto smentire: «Le procedure di sicurezza previste in questi casi sono state eseguite nei tempi corretti, e corretta è stata anche la decisione del comandante di evacuare la nave Concordia quando ha ritenuto che ci fossero le condizioni di sicurezza».

Il presidente della Toscana Enrico Rossi ha raggiunto nelle prime ore di sabato l’Isola del Giglio per rendersi conto direttamente della situazione, in particolare per quanto riguarda le attività di soccorso e assistenza. Il numero uno della Regione ha ringraziato «il personale delle strutture sanitarie, i volontari e le forze dell’ordine che si sono subito prontamente attivati per gestire l’emergenza, nonché le popolazioni del Giglio e di Porto Santo Stefano, che si sono subito attivate per l’accoglienza dei crocieristi».

Con il passare delle ore il servizio traghetti offerto da Toremar e da Mare Giglio aiutava a liberare l’Isola del Giglio. Prima di mezzogiorno oltre 3.000 deigli oltre 4.200 uomini presenti sulla «Concordia» veniva evacuato via mare a Porto Santo Stefano.

«È una tragedia che sconvolge la nostra azienda. Il nostro primo pensiero va alle vittime, e vogliamo esprimere il nostro cordoglio e la nostra vicinanza ai loro familiari e amici». Così in una nota la Costa Crociere, proprietaria della nave Concordia. «In questo momento – spiega la compagnia – tutti i nostri sforzi sono concentrati nelle ultime operazioni di emergenza, oltre che nell’offrire assistenza agli ospiti e all’equipaggio che erano a bordo della nave, per farli rientrare al più presto a casa».

Diverse persone potrebbero arrivare ai porti di Savona e Marsiglia, dove sabato e domenica era attesa la Concordia per proseguire la crociera «Profumo degli agrumi». Nella città ligure Capitaneria di Porto e forze dell’ordine presidiano il terminal dove per le 8 era attesa la nave. Le hostess del terminal hanno inoltre avvertito gli scali aeroportuali della Malpensa, Genova e Nizza di bloccare gli arrivi perchè la crociera è stata cancellata.

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