Dopo il voto su Cosentino, è gelo tra Bobo e il Senatur: “voglio partito degli onesti, non intrallazzi e conti esteri”

Bobo Maroni

Il voto contrario del Parlamento alla richiesta di arresto per il deputato Pdl Nicola Cosentino riaccende la guerra intestina nella Lega. Il copione è sempre lo stesso: da una parte i maroniani (che hanno votato sì) e dall’altra il Cerchio magico (i fedelissimi di Bossi, che ha lasciato libertà di coscienza).

«Sono amareggiato e un po’ deluso, ma non smetto di credere e di lavorare per la Lega che ho contribuito a costruire in oltre 25 anni di attività politica», è il commento di Maroni, con un post scritto nella notte sul suo profilo Facebook. L’ex ministro ha risposto ai tanti “amici” che gli hanno manifestato solidarietà dopo il voto sull’arresto. Maroni ha scritto di lavorare per «la Lega degli onesti, la Lega senza intrallazzi né conti all’estero, la Lega che mi ha conquistato per i suoi ideali di onestà e trasparenza, per i suoi valori etici e per i suoi meravigliosi militanti». «Grazie a tutti voi – conclude l’ex ministro dell’Interno -, grazie a chi ci sostiene senza chiedere altra ricompensa che quella di vederci lottare senza paura per il nostro grande progetto di rivoluzione democratica: la Padania».

La replica dei “cerchisti” – scrive “La Stampa” – non si fa attendere. «Caro Roberto, chi è causa del suo mal pianga se stesso», scrive il capogruppo Reguzzoni sulla sua pagina Facebook. «La Lega ha dato indicazione di votare per il sì all’arresto (per il sì, non per il no), salva la libertà di chi era contrario per questioni di principio. Lo abbiamo “salvato” noi? Credo proprio di no», conclude. Il maroniano Tosi non ci sta: «Almeno i due terzi dei deputati della Lega hanno votato in una direzione. Ieri il Parlamento non ha scritto una bella pagina allontanando la politica dai cittadini. Due Leghe? No, Bossi ha scelto per la libertà di voto, però gran parte dei leghisti ha votato per far si che la giustizia potesse fare il suo corso», è il commento del sindaco di Verona. Poi l’affondo sul presunto patto tra Berlusconi e Bossi per andare al voto in primavera: «Siamo molto distanti: ieri la Lega ha votato in un modo e il Pdl in un altro».

Nella base elettorale il malumore serpeggia e si scatena sulle frequenze di radio Padania e sul web. La difesa di Cosentino scandalizza un bel pezzo del popolo lumbard che si schiera a fianco di Maroni: «Avete salvato un camorrista…», si indignano alcuni mentre altri ironizzano: «Camorra ladrona, Lega padrona..». Bossi minimizza: «La nostra base – assicura – mica è così amica dei magistrati..». Ma il dietrofront del Senatùr rispetto alla decisione di “mollare” il deputato campano, presa su input di Maroni ad inizio settimana, provoca un vero e proprio marasma nella Lega. Nella riunione di Gruppo di ieri lo scontro tra maroniani e bossiani ha provocato una quasi rissa, con urla e grida.

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