Per l’accusa lo scatto recuperato nel cellulare di Ivano è la prova inequivocabile movente del delitto di Avetrana

Sarah Scazzi in pigiama il 7 maggio 2010

Eccola, è la foto di Sarah Scazzi in pigiama, che è stata recuperata dagli esperti sul cellulare di Ivano Russo grazie all’utilizzo di nuove tecniche informatiche.

La foto, è stata scattata il 7 maggio 2010 alle 22:05 dallo stesso cellulare del ragazzo. “Secondo l’accusa è un elemento che consolida il movente del delitto: la gelosia di Sabrina per il rapporto tra Sarah e Ivano dopo che il ragazzo l’aveva rifiutata”, ha sostenuto la redazione di News Mediaset che ha diffuso la notizia.

Le indagini hanno evidenziato, dunque, un particolare che potrebbe portare a nuovi sviluppi e peggiorare, stavolta in modo determinante, la posizione già decisamente critica di Sabrina, accusata con la madre di sequestro di persona, omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere.

Dopo un lungo lavoro da parte di un super-pertito, è stata così recuperata una foto, uno scatto innocente e che non ha nulla di volgare: che potrebbe provare la colpevolezza di Sabrina.

Dunque la giovane Sarah in pigiama, una sua immagine fra quelle conservate nel telefono cellulare di Ivano Russo, il ragazzo per il quale la giovane vittima e la cugina avevano una vera e propria ossessione, e che secondo l’impianto accusatorio sarebbe all’origine dell’omicidio. Una foto scattata alle 22 del 7 maggio 2010.

E allora è questo l’interrogativo: che cosa ci faceva Sara in compagnia di Ivano russo, in quel giorno e a quell’ora?

Un elemento che pare faccia nascere nuovi dubbi sui rapporti, per altro mai sufficientemente chiariti, fra lo stesso Ivano Russo, Sarah e la cugina Sabrina.

Si tratta di una foto della quale si parlerà al processo, nella quale Sarah viene fotografata da Ivano mentre a sua volta impugna un cellulare per fotografare il ragazzo. Uno scattto reciproco.

Le risposte all’enigma potrebbero arrivare dallo stesso Ivano, che martedi prossimo, 17 gennaio, comparirà in veste di testimone al processo, davanti alla Corte d’Assise di Taranto, per essere interrogato dai pm Mario Buccolieri e Pietro Argentino, i quali hanno dalla loro parte anche una serie di sms scambiati fra lo stesso Ivano, la vittima, Sabrina, ed anche fra Cosima Serrano e Michele Misseri.

L’impianto accusatorio punta praticamente tutto sul movente dell’estrema gelosia di Sabrina nei confronti della cugina, a causa dell’infatuazione per il giovane Ivano. In particolare sembra molto interessante l’sms del 12 ottobre 2010, tre giorni prima dell’arresto di Sabrina.

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