Dopo l’arresto il deputato al contrattacco: “contro di me c’è stato un complotto”. Lo difende l’avvocato Taormina

Cateno De Luca

Cateno De Luca è tornato all’Ars e dopo l’arresto, e dunque sei mesi di incubo e poi di silenzio, passa al contrattacco. Il parlamentare siciliano denuncia un “complotto” insieme al suo avvocato.

De Luca, deputato di Sicilia Vera, ha tenuto a Palazzo dei Normanni una conferenza stampa accompagnato dagli avvocati Tommaso Micalizzi e Carlo Taormina, legale e deputato del Pdl, in seguito alla decisione della Corte di Cassazione del 21 dicembre di revocare l’ordinanza di misura cautelare nei suoi confronti.

De Luca era stato arrestato lo scorso 27 giugno con l’accusa di concussione e falso in atto pubblico; misura che poi si è tramutata negli arresti domiciliari e e nel divieto di dimora nel comune di Fiumedinisi, del quale De Luca era sindaco. I fatti si riferivano proprio al ruolo da lui svolto come primo cittadino del piccolo comune del messinese. Per la procura di Messina De Luca avrebbe autorizzato la costruzione di alberghi e centri benessere (appartenenti alla società Dioniso) nonostante la Regione avesse contestato il Prg.

Il Comune, sempre per l’accusa, avrebbe modificato la destinazione urbanistica e realizzato gli edifici. Su De Luca pendeva anche l’accusa di concussione a danno di alcuni proprietari che avrebbero ceduti lotti di terreni a prezzi più bassi rispetto al valore di mercato. “E’ un processo farsa – denuncia De Luca- in Procura c’è qualcosa che non va”.

Secondo l’avvocato Taormina, De Luca, è stato vittima di un complotto “che va solo svelato”. “Stiamo indagando su questo Palazzo”, ha spiegato Taormina che ha parlato di strategia condotta “dai soliti idioti” e da “burattini mossi da un burattinaio” che si annidano in vari palazzi.

Palazzi che nell’accezione di Taormina sarebbero sinonimi del potere e della magistratura, quello della procura di Messina e della Regione. Il deputato nel corso della conferenza stampa, seguita tra l’altro da simpatizzanti e parenti, ha citato il pronunciamento della Cassazione che ha accolto il ricorso della difesa, guidata appunto da Taormina, che ha disposto la revoca del divieto di dimora. La corte di Cassazione il 21 dicembre ha infatti revocato la misura emessa dal gip di Messina, Daria Orlando, che disponeva il divieto di dimora per il deputato.

“Per la Cassazione non c’è dubbio, De Luca non poteva essere arrestato perché le contestazioni non esistevano”, ha aggiunto, sempre De Luca, che ha anche annunciato una serie di denunce per calunnia ed estorsione. “Per sei mesi sono stato in silenzio e non ho messo piede in Parlamento. Volevo tornare da uomo libero, ecco perché ho aspettato la Cassazione. Questo è un procedimento farsa. Adesso voglio giustizia. Tra qualche giorno presenterò dieci denuncie, per calunnia e qualcuna anche per estorsione”.

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