Un 40enne ammazza l’ex moglie, figlia, suocera e cognato. Poi appicca il fuoco e si getta dal balcone

l'appartamento incendiato a Trapani

Un uomo di 40 anni, Pietro Fiorentino, disoccupato ha ucciso la figlia di otto anni, l’ex moglie, la suocera disabile e il cognato. Poi, dopo aver dato fuoco all’appartamento, si è suicidato buttandosi dal balcone. La tragedia è avvenuta al quinto piano di una palazzina di sei piani in via Omero a Trapani.

Le vittime sono la piccola Daniela, otto anni, Stefania Mighali, 40 anni, il fratello disabile della donna, Hanz, 50 anni, e la suocera, Nunzia Rintinella, 78 anni.

Sarebbe stato un gesto di follia dopo un periodo di liti per la separazione quello compiuto da Pietro Fiorentino nei confronti della moglie, della sua famiglia e della figlia. L’uomo sarebbe andato nell’appartamento e dopo l’ennesima lite l’avrebbe uccisa, assassinando poi la figlia, il cognato e la suocera. Poi dopo aver appiccato le fiamme all’abitazione si è lanciato dal balcone del quinto piano.

Secondo i vicini di casa di Stefania Mighali, la donna avrebbe denunciato tre volte il Fiorentino per maltrattamenti.

Pietro Fiorentino indossava il pigiama: secondo gli investigatori avrebbe passato la notte nell’appartamento. Un particolare che rende ancora più complessa la ricostruzione della vicenda: i coniugi erano separati e tra loro non c’erano buoni rapporti. I Carabinieri, peraltro, stanno verificando se, come sostengono alcuni vicini, la donna aveva denunciato per maltrattamenti l’ex marito.

Le tensioni tra la coppia non giustificherebbero, infatti, la sua presenza in casa la notte e sarebbero in contrasto con la prima ricostruzione secondo la quale Fiorentino sarebbe arrivato in via Omero all’alba. Solo l’autopsia, fissata per domani mattina, chiarirà l’esatta dinamica della tragedia: non è stato ancora accertato se l’uomo abbia sterminato la famiglia e poi dato fuoco all’appartamento oppure se abbia incendiato la casa e i familiari siano morti asfissiati. Quel che è certo è che da una prima ispezione cadaverica, resa difficile dalle condizioni, solo la moglie di Fiorentino ha ferite da arma da taglio.

La Procura di Trapani aprirà un’inchiesta sull’incendio. Il procuratore capo di Trapani, Marcello Viola, è andato sul posto per accertamenti.

Alcuni familiari di Pietro Fiorentino e di Stefania Mighali si sono insultati e picchiati davanti alla palazzina. Secondo alcune voci raccolte dai vicini di casa l’uomo lavorava saltuariamente, portando la pizza a domicilio nelle ore serali. La moglie, Stefania, invece sembra ospitasse a pagamento degli anziani nella casa in via Salemi, in cui stava con madre, fratello e figlia.

Una vicina dice: «Poteva essere una strage ancora più grave: a volte in quella casa c’erano anche 12 anziani che dormivano». Una delle accuse nelle liti tra marito e moglie sarebbero state proprio le richieste di denaro da parte di Fiorentino alla moglie che stava economicamente meglio di lui grazie a questo lavoro. I vicini dicono che la casa di accoglienza per anziani era in regola ma non ci sono conferme a queste voci.

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