Il monopolio elettivo dei partiti monopolizza ormai il Parlamento: è un’era di eversione anticostituzionale

partitocrazia "padrona" del Parlamento

La “partitocrazia” è lo strapotere dei partiti – soggetti privati oligarchici – che si sostituiscono alle Istituzioni rappresentative nella direzione della politica nazionale , che essi monopolizzano.

Da questa pratica anticostituzionale, antisociale ed antipopolare derivano privilegi di casta, ingiustizie, corruzione, miseria, disoccupazione, disperazione popolare, ma anche indignazione, protesta e lotta popolare.

La Costituzione italiana stabilisce che “ la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”(art.1). “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità…” (art.2). “I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senza armi” (art.17) nonchè di “associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non siano vietati dalla legge penale” (art.18).”Tutti hanno il diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione “(art.21).

In altre parole, l’intero impianto della nostra Costituzione – con questi ed altri articoli dello stesso segno- nega alla radice che si possano determinare monopoli partitici sulla e nella vita politica, nonchè monopoli giornalistici sulla e nella informazione/comunicazione di massa.

L’associazione partitica – come uno dei modi possibili di associazione popolare – è prevista dall’art. 49 “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale “. Tutti gli altri articoli della nostra Costituzione enunciano valori, principi e norme che riguardano l’ordinamento della Repubblica (Parte II^), gli organismi costitutivi e di rappresentanza popolare , la formazione delle leggi, l’articolazione territoriale dello Stato,le garanzie costituzionali (Corte costituzionale).

I partiti – soggetti privati -non vi sono mai citati, perchè è netta la distinzione tra ordinamento, funzioni, poteri, garanzie dello Stato-comunità e ruolo dei soggetti – formazioni sociali, partiti, associazioni, sindacati, movimenti – che concorrono pariteticamente a “determinare la politica nazionale”. Che cosa è invece accaduto in questi decenni di progressiva e rozza eversione anticostituzionale?

In primo luogo i partiti hanno occupato le Istituzioni pubbliche di ogni livello e le funzioni che queste sono chiamate ad espletare nell’interesse generale del Paese e dei cittadini (lottizzazione governativa e partitica con conseguente commistione/corruzione tra pubblico e privato).
In secondo luogo, hanno stabilito un loro monopolio privato ed assoluto sulla POLITICA e su ogni altra attività connessa : finanziamenti statali, liste elettorali, spazi e strumenti informativi, privilegi, impunità.

Il monopolio elettivo dei partiti – basato sulla truffa elettorale maggioritaria e oligarchica- consente loro di monopolizzare il Parlamento e le assemblee elettive di ogni livello, di monopolizzare gli spazi informativi e mediatici, di monopolizzare il rapporto tra Istituzioni e privati (es. appalti), di legiferare e – contestualmente – di controllare (o non controllare) il rispetto delle leggi ; consente loro di sostituirsi alla magistratura per reati comuni degli affiliati (autorizzazioni a procedere), di fissarsi a piacimento stipendi, indennità e privilegi di ogni tipo; di eleggere il Capo dello Stato, i membri della Corte costituzionale e delle Autorità di garanzia, i dirigenti di Enti e servizi pubblici e para-pubblici (banche , RAI enti di gestione di servizi, di spettacolo, di trasporto, di sanità, di vigilanza,ecc.).I partiti formano il governo e si scelgono gli interlocutori sindacali di comodo.

In un simile contesto è evidente – per stessa ammissione degli interessati- che i partiti non siano strumenti di partecipazione paritaria e di democrazia, nè di studio/soluzione dei problemi della società, ma solo macchine di potere oligarchico – come già li definiva E. Berlinguer – che distribuiscono voti, danaro, privilegi, poltrone, impunità, visibilità personale. E’ questa la partitocrazia – la cui critica è spacciata per antipolitica- di cui si parla pochissimo e in modo deviante.

Le sue devastazioni quotidiane sono ormai note, anche se i mass-media tendono a minimizzarne effetti e assurdità. Recentemente la partitocrazia italica – particolar- mente invisa per i livelli di corruzione, impunità e discredito raggiunti – ha inventato un furbesco espediente per “occultarsi temporaneamente” : ha appaltato a soggetti esterni non eletti “tecnici” (?!!) – banchieri, speculatori , agenti della Trilateral e della Nato – misure odiose, ingiuste, ingiustificate e classiste da scaricare sulle parti più sane e produttive del Paese : lavoratori, pensionati, giovani, immigrati, precari.

Si può uscire da una simile devastazione/eversione che ormai non ha più limiti di decenza e di legalità ? Come ? Con quali strumenti ? Qui il silenzio mediatico è totale, se non ipocrita e fuorviante.

Una prima esigenza generale è quella di rientrare nell’impianto costituzionale, sul quale giurano e in nome del quale governano i responsabili di qualsiasi livello istituzionale. Ciò implica una netta separazione tra il ruolo e le funzioni dello Stato-comunità e il ruolo e lo status di tutti coloro che determinano la politica nazionale. La garanzia di questa distinzione non può stare nei partiti, ma in un organismo di natura costituzionale- una Autorità di garanzia costituzionale – sovraordinata ai partiti e alle formazioni sociali, che abbia il ruolo di disciplinare e garantire le regole della sovranità popolare delegata, in particolare, rispetto ai partiti e a coloro che li reclamizzano (giornalisti, editori, opinion-leader,ecc.) o li sostengono (capitalisti, banchieri, poteri privati di vario tipo). Questo ruolo nelle democrazie di tipo monarchico-costituzionale è affidato ai reali : una autorità che – pur con tutti i limiti del ruolo – garantisce il rispetto dei valori nazionali e l’autonomia dello Stato da ogni altro potere indebito. Una Autorità di garanzia costituzionale- indipendente dai partiti e dagli altri poteri privati (laici o clericali) – che integra e specifica alcune funzioni della stessa Corte costituzionale (Titolo VI sezione 1^).

Essa deve fissare le regole elettorali di rappresentanza (elezioni), le risorse pubbliche e le funzioni da attribuire ai cittadini eletti in parlamento, le sanzioni in caso di violazioni o reati accertati dalla magistratura, le risorse da attribuire ai soggetti che concorrono alla politica nazionale (formazioni sociali, partiti, ecc.). Deve garantire che la lottizzazione governativa e partitica dello Stato sia sottoposta a giudizio penale della magistratura ; che gli spazi informativi e comunicativi siano ripartiti in modo equo tra i soggetti attivi della politica. Deve anche emanare sanzioni a carico di coloro che tradiscono o violano norme e principi costituzionali. Nessuna impunità, nessun privilegio deve essere accordato agli eletti di qualsiasi livello : essi vanno retribuiti e pagati come funzionari statali “pro tempore” e non possono essere in “conflitto di interesse” personale rispetto al ruolo pubblico di rappresentanza popolare e legislativo.

Il controllo del rispetto delle leggi, delle norme e delle procedure deve essere affidato a questo organismo “indipendente” , con poteri di intervento diretto e tempestivo. Deve anche garantire che le funzioni dello STATO ed i SERVIZI pubblici siano espletati in conformità della Carta costituzionale (es. art. 43 per i servizi di preminente interesse generale).

In questo quadro, quale ruolo spetta ai soggetti di impegno politico ? Quello di analizzare i problemi della società e indicare soluzioni , nonchè candidati credibili e qualificati per praticarle. Non servono finanzia- menti pubblici per assolvere a questo ruolo : basta avere strutture fisiche e mediatiche di pubblico dibattito. Strutture e spazi mediatici da garantire a tutti i soggetti collettivi di impegno politico significativo. I partiti debbono essere solo uno dei soggetti collettivi accreditati a determinare la politica nazionale.

Se le misure qui proposte non verranno attuate, la partitocrazia e il monopolio giornalistico continueranno a provocare le devastazioni che conosciamo, beffando la Costituzione e la sovranità popolare delegata.Vediamo ogni giorno- nelle assemblee di partito, come nelle tribune televisive e mediatiche – che questi temi vengono elusi o mistificati. Nella migliore delle ipotesi, si reclamizzano ricette fasulle, inadeguate e devianti, che hanno lo scopo di perpetuare storture, privilegi, ingiustizie ed ipocrisie ultradecennali.

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