Autorizzazione bocciata: 309 voti contro e 298 a favore. Niente carcere per il coordinatore campano del Pdl

Nicola Cosentino

La “casta” trionfa ancora. L’aula della Camera ha respinto la richiesta di arresto nei confronti del deputato del Pdl Nicola Cosentino con 309 voti contrari e 298 favorevoli.

La votazione è avvenuta a scrutinio segreto su richiesta del gruppo di Popolo e Territorio. La Giunta per le autorizzazioni aveva invece proposto di autorizzare l’arresto.

Determinati i voti dei 6 radicali. Se avessero votato a favore dell’arresto, Cosentino sarebbe finito in carcere per un solo voto (304 a favore e 303 contrari). Insomma la giustizia può attendere: il Parlamento ha graziato un indagato sul quale pendevano molteplici elementi e riscontri che sembravano attestare in modo inequivocabile i suoi rapporti con la criminalità.

«Certamente non mi dimetterò da coordinatore campano del Pdl – ha detto Nicola Cosentino prima dal voto dell’Aula di Montecitorio che a mezzogiorno è stata poi chiamata a decidere se far scattare o meno le manette ai polsi del deputato del Pdl.

“Contro di me è stata fatta una forzatura enorme. Sono accusato solo da una parte che non mi ha nemmeno voluto interrogare per molto tempo. Vorrei essere giudicato almeno in primo grado, prima di andare in carcere. Sono tutte fantasie costruite da certa stampa. In un Comune piccolo ci sono parentele tra tutti. Ma io non ho alcuna parentela diretta con nessuno. Sono sempre stato all’opposizione e non ho mai potuto favorire interessi criminali”. Questo sostiene Cosentino.

Poi, poco prima dell’inizio della seduta di Montecitorio, terminata con l’esito per lui favorevole, dietrofront e virata totale di Cosentino: «Un minuto dopo il voto, indipendentemente dall’esito, mi dimetterò da coordinatore regionale del Pdl in Campania».

Martedì era arrivato il sì della giunta per le autorizzazioni della Camera alla richiesta di arresto di Cosentino avanzata dalla Dda di Napoli. Cosentino, ex sottosegretario all’Economia, è accusato di riciclaggio, falso, corruzione, violazione di norme bancarie, aggravati dal favoreggiamento nei confronti della camorra.

Ieri Umberto Bossi, dopo aver incontrato Silvio Berlusconi, ha corretto ancora una volta la posizione della Lega sull’arresto di Cosentino. «Dalle carte della magistratura su Cosentino non esce niente, non esce una colpevolezza» ha detto Bossi, prendendo una posizione contraria a quella dell’ex ministro dell’Interno, Roberto Maroni, favorevole invece alle manette per l’ex sottosegretario.

A chi fa notare a Bossi che Maroni ha detto che la Lega avrebbe votato a favore della custodia cautelare, il leader del Carroccio ha risposto: «Probabilmente sì», i deputati voteranno a favore, «anche se dalle carte non esce niente. Lascerò libertà di coscienza – ribadisce il Senatur – perché dalle carte non esce assolutamente la colpevolezza». Ha sbagliato Maroni ad esporsi così sul caso Cosentino? «Eh, bisogna stare tranquilli quando si tratta di arrestare qualcuno», osserva Bossi. Poi aggiunge: «I magistrati imparino a fare i processi».

Il voto di stamane, che salva un deputato sul quale c’erano gravissime accuse di collusione con la Camorra, è destinato dunque anche a rivelarsi una conta all’interno della Lega.

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