Controlli fiscali: nella “Perla” non è stata gradita la sortita di Finozzi che lamenta disparità con Cortina

Marino Finozzi

A una settimana dalle dichiarazioni di Marino Finozzi, che hanno scatenato aspre polemiche, il sindaco di Taormina annuncia di aver intrapreso le vie legali contro l’assessore al Turismo del Veneto, che il 5 gennaio scorso aveva affermato: “i controlli fiscali dovrebbero farli anche a Taormina e non solo a Cortina d’Ampezzo”.

“Ho incaricato nelle scorse ore il segretario generale del Comune di Taormina, dott. Michelangelo Lo Monaco – spiega Mauro Passalacqua, primo cittadino della Perla dello Jonio – affinchè venga individuato un legale di fiducia con il quale avviare un’azione legale nei confronti dell’assessore leghista che ha fatto nei giorni scorsi inaccettabili dichiarazioni nei confronti della città di Taormina. Voglio dire al signor Finozzi che a Taormina la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate, cosi come tutte le autorità preposte, fanno il loro lavoro in modo serio e rigoroso per 365 giorni l’anno, e gli operatori economici e i cittadini di questa comunità sono gente onesta che lavora e paga le tasse regolarmente”. “Le dichiarazioni dell’assessore Finozzi, a nostro avviso assurde e inopportune, hanno recato un danno di immagine per Taormina, che in termini turistici e mediatici, è stata vista come una meta dove la legge non viene rispettata”.

Dunque la casa municipale di Taormina preannuncia una richiesta di danni. “La lotta all’evasione fiscale va bene – ricordiamo, aveva affermato Finozzi – ma dovrebbe essere estesa su scala nazionale e non colpire solo il Veneto”. Poi il riferimento diretto a Taormina: “La visita a Cortina da parte degli ispettori dell’Agenzia delle Entrate la vedo bene se si tratta di combattere seriamente l’evasione fiscale. Ma la vedo male se si tratta di colpire solo Cortina e solo il Veneto. Potrebbero spingersi anche più a sud. Dove? A Taormina, per esempio, che è anch’essa una prestigiosa e lussuosa località che concentra il turismo internazionale”.

Per l’esponente della Lega lo sguardo del fisco dovrebbe posarsi nelle località turistiche di lusso del meridione. Una replica immediata era arrivata, sempre da Taormina, alle parole di Finozzi anche dall’assessore al Turismo della Perla, Italo Mennella.

” A Taormina non abbiamo questo tipo di problemi: siamo tutte persone oneste e da queste parti i controlli non vengono fatti solo a Natale e Capodanno. Le autorità preposte – ha detto Mennella – fanno il loro mestiere con assoluta professionalità e per tutti i dodici mesi. Non ci risulta che vi siano “due pesi e due misure”. Noi, per altro, non abbiamo mai fatto paragoni con altre realtà turistiche, e non si riesce a comprendere il motivo di queste affermazioni dell’assessore Finozzi, dalle quali sembra quasi che il nostro sia un “paradiso fiscale” o che vi siano situazioni particolari. Non c’è mai stato alcun tipo di favoritismo fiscale su questo territorio”.

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