I rapinatori che il 4 gennaio hanno ucciso un cinese e la figlia sono due marocchini. Alemanno: “una città ferita”

Gianni Alemanno a Torpignattara

Sono in fuga, gli assassini di Joy e di Zhou Zheng, la neonata cinese di nove mesi e suo padre, uccisi mercoledì sera sotto casa da una coppia di rapinatori balordi, trasformatisi in assassini. Le forze di polizia sanno chi sono e li stanno cercando.

Interi quartieri della periferia in queste ore vengono setacciati, posti di blocco fermano le auto «sospette» e le ricerche sono state estese anche alle stazioni ferroviarie, ai caselli autostradali e ai porti (come quello di Civitavecchia), nel caso in cui i due stessero cercando di scappare (anche all’estero).

Sono marocchini, gli assassini di Joy e di Zhou Zheng. A loro gli investigatori sono arrivati grazie ai risultati delle analisi della scena del crimine. In questo caso, grazie alle impronte lasciate sui «reperti» catalogati dagli investigatori. Un rapido elenco: due borse con 16.000 euro e un cellulare; due caschi, una maglietta e lo scooter utilizzato per la rapina. Probabilmente l’impronta è stata isolata su una maglietta nera abbandonata con i due caschi e lo scooter (un Honda Sh 300 che gli investigatori hanno accertato essere stato rubata tre mesi fa). Il confronto di un’impronta con la banca dati delle forze di polizia ha dato un risultato positivo, identificando un marocchino di 30 anni con precedenti per rapina e ricettazione. L’altro complice sarebbe più giovane del primo, e a lui gli investigatori sarebbero arrivati perché avrebbero acquisito informazioni che la coppia si muoveva sempre insieme.

Uno dei due giovani, poi, potrebbe essersi ferito durante la colluttazione con Zhou e con Lia Zeng, perché un profilo di Dna diverso da quello della coppia cinese sarebbe stato isolato (forse) sulla maglietta ritrovata con i caschi. Ma questo dato troverà conferma solo comparando i profili di Dna trovati con quelli dei sospettati, una volta arrestati (in Italia non c’è una banca dati del Dna). Vediamo quali sono gli elementi delle indagini che hanno poi portato all’identificazione degli assassini: le due borse con un cellulare e 16.000 euro ritrovate abbandonate nel casolare diroccato di via Ettore Fieramosca. Un casolare frequentato da rumeni, cingalesi, maghrebini.

I carabinieri sono arrivati a individuare i locali dove gli assassini hanno abbandonato le borse grazie al cellulare di Lian, la madre della piccola Joy, lasciato acceso nella sua borsa. I due marocchini evidentemente o non si erano accorti della sua esistenza, o hanno sottovalutato il fatto che sia possibile intercettare il segnale che emette il cellulare e quindi a risalire al luogo dove si trova. Probabilmente qualche cingalese che frequenta il money transfer di via Benedetto Bordoni potrebbe aver suggerito ai due rapinatori marocchini il colpo. Oppure è la pista della talpa cinese quella per risalire al «basista» del colpo.

Di certo non si è trattato di un colpo casuale: i due assassini sapevano dell’attività parallela di Zhou Zheng, quella di collettore di soldi dei connazionali cinesi da spedire a casa attraverso un money transfer. A meno di un chilometro di distanza dal casolare, in via Prenestina, i carabinieri hanno trovato lo scooter con i caschi e la maglietta. Uno scooter che era stato ripreso da una telecamera di una banca non distante da via Prenestina. Nel fermo immagine si vedono i due marocchini senza casco, e a piedi. Questa è l’immagine utile alle indagine.

Ve ne è anche un’altra, ripresa da un’altra telecamera a circuito chiuso, che, però, non è nitida, non è utilizzabile ai fini delle indagini. Gli assassini avevano aspettato che la coppia cinese uscisse dal locale, il «New Sedrik Bar» di via Antonio Tempesta, del padre della donna. E li avevano seguiti fin sotto casa. Pensavano che lo «scippo» delle borse fosse facile. Erano armati di un taglierino e di una pistola. Non avevano messo nel conto la reazione della coppia cinese. Ed è partito quel maledetto proiettile che ha spezzato due vite innocenti.

“Confidiamo in una svolta immediata. La nostra è una città ferita”, afferma Gianni Alemanno, sindaco di Roma.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=iAcp9-BaKWQ[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti