Bufera sul nuovo spot Fs: viaggio in quattro classi su Frecciarossa e l’ultima è rappresentata da immigrati

il Frecciarossa

Ormai è una vergogna totale, un delirio che non sembra conoscere limiti nè mezze misure.

Bufera sull’ultimo spot di Trenitalia che pubblicizza la varietà dell’offerta dei vagoni e delle nuove classi Frecciarossa.

La quinta sinfonia di Beethoven, remixata per l’occasione, fa da sfondo alle immagini che illustrano le nuove tipologie di carrozze: per ognuna di esse, Trenitalia ha scelto personaggi precisi ed immagini eloquenti, introdotte dal titolo “Quattro nuovi modi di viaggiare”.

Grandi manager a lavoro nella sala riunioni per la classe Executive, con pasti serviti al posto e preparati da un noto chef. Il costo? 200euro per la tratta Roma – Milano. Poltroncine rivestite in pelle per la Business class: 116euro per la stessa tratta, che diventano 140 se si opta per il salottino.

Per la classe Premium, c’è invece una ragazza al computer: 100 euro il costo del biglietto Roma – Milano. Infine, una famiglia di immigrati per rappresentare la classe Standard, la meno cara, da cui non ci si può spostare nemmeno per accedere al servizio bar, nonostante gli 86euro a viaggio.

Subito si sono scatenati gli utenti della Rete, i cui commenti vanno dalla denuncia di un “nuovo apartheid” alla contestazione di uno spot “classista e razzista”.

Trenitalia replica quindi sommessamente: “abbiamo rappresentato la nostra clientela multietnica”. Ma intanto, dal sito ufficiale delle Ferrovie, dopo la rivolta del web, lo spot è sparito come d’incanto ed è stato rimosso in fretta e in furia.

Un dietronfront che non cancella l’incedenza di una gestione fallimentare e priva di un minimo di dignità, che taglia i treni notturni, lascia il Sud senza treni decenti, mentre le carrozze che oggi circolano non sono degne neppure di quelle mostrate da Sergio Leone in “C’era una volta il West”. Al Nord l’alta velocità, al Meridione i “carri bestiame”. Al Settentrione l’iPad, al Sud le cimici nelle toilette. Alla faccia della pari dignità per tutti.

E, intanto, alla stazione di Milano c’è chi da un mese protesta al binario 21 perchè ha perso il posto di lavoro, come anche a Messina.

Il signor Mauro Moretti, plenipotenziario ad di Trenitalia, vive forse sulla Luna? Ci è oppure ci fa?

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