La squadra di Mazzarri sfata anche il tabù “Barbera” e vince 3-1 con Pandev, Hamsik e un eurogol di Cavani

Marek Hamsik

Un Napoli travolgente espugna dopo 43 anni Palermo e tiene il passo delle grandi. Grazie alle reti di Pandev, Cavani e Hamsik, gli azzurri tornano a fare risultato al Barbera dove non avevano mai vinto nell’era De Laurentiis e rilanciano la loro corsa in campionato all’inseguimento delle squadre di vertice.

Impressionante la dimostrazione di forza data dalla squadra di Mazzarri al “Barbera”. Determinata, lucida, spietata, inesorabile sotto porta: dopo il 6-1 rifilato al Genoa prima della sosta, la squadra di Mazzarri ha iniziato come meglio non poteva questo 2012. Senza Lavezzi, sono stati gli altri tre tenori in campo a trascinare gli azzurri al settimo successo stagionale (il terzo esterno dopo quelli a Cesena e a Milano con l’Inter).

Ha aperto le danze Pandev, con un gol da vero centravanti (il quarto in campionato) in piroetta su assist di Gargano (a qualcuno ha ricordato il secondo segnato alla Juve). Ha raddoppiato con un capolavoro (destro a giro dai 20 metri) il grande ex della serata Cavani, giunto al suo decimo centro stagionale, che ha raccolto gli scroscianti applausi dei suoi ex tifosi. A chiudere i conti è stato Hamsik, bravo a capitalizzare al meglio un assist al bacio di Inler. Ma il punteggio poteva essere molto più largo, perché Pandev ha anche colpito un clamoroso palo e sono state tante le occasioni non concretizzate dagli attaccanti azzurri (tre consecutive di testa nel primo tempo solo di Cavani).

Serata da dimenticare invece per il Palermo, che incassa la seconda sconfitta interna consecutiva (l’ottava stagionale) nella serata dell’esordio al Barbera di Mutti. Eppure i rosanero sono stati in partita per tutto il primo tempo, quando, con il debuttante Vazquez a supporto di Miccoli e Budan e con un un centrocampo bravo in fase di contenimento e in fase di spinta, sono riusciti a tenere a lungo testa al Napoli. L’argentino ha sprecato una colossale palla gol (cucchiaio alto da due passi), così come non sono stati precisi sotto porta né Miccoli né Budan.

Dopo un gol nel finale di primo tempo annullato giustamente per fuorigioco a Migliaccio (sarebbe stato l’1-1), sono state forse proprio le mosse e il cambio di modulo deciso da Mutti all’intervallo a togliere verve al Palermo. Nel secondo tempo, con Alvarez e Acquah al posto di un comunque positivo Vazquez e di Della Rocca, il Palermo si è spento lentamente consegnandosi nelle mani di un cinico Napoli. Nemmeno lo splendido gol di testa di Miccoli nel finale può addolcire la legittima delusione e la contestazione finale dei tifosi rosanero. A fare festa invece sono gli azzurri, che vincono 3-1 e tornano a espugnare Palermo dopo 43 anni (ultimo successo nel marzo del 1969): un altro tabù sfatato da Mazzarri.

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