Dopo il delitto dei cinesi, i sindacati degli agenti di Ps accusano lo Stato: “colpa dei troppi tagli alla sicurezza”

allarme criminalità a Roma

Roma violenta, non è il titolo di un film. Il delitto a Torpignattara è soltanto l’ultimo di una lunga scia di sangue che sembra non volersi interrompere. La contabilità dei delitti nella capitale cresce di settimana in settimana, tanto da far ripensare ai tempi della banda della Magliana.

Nel solo 2011 ci sono state 35 vittime a Roma. Adesso, come detto, sono stati uccisi padre e figlia di 6 mesi per 5000 euro. Che succede?

Eloquente la posizione espressa dal Siulp di Roma tramite il Segretario Generale Saturno Carbone: “Il maggior sindacato di Polizia Siulp di Roma, pone l’accento sull’emergenza criminalità nella capitale. Con il duplice omicidio di Torpignattara, l’escalation di violenza ha infatti raggiunto livelli di guardia allarmanti. In questi anni sono stati fatti tagli dappertutto. Senza risorse non ci può essere un adeguato livello di sicurezza. Se non c’è nemmeno la possibilità di portare un arrestato nelle celle di sicurezza idonea come possiamo affrontare i problemi?”

Il Siulp di Roma invita la politica “ad ascoltare chi, come Cirillo, da conoscitore profondo delle problematiche legate alla sicurezza del paese, mette in guardia sugli scenari che l’applicazione del provvedimento può generare”.

“Noi lanciamo un monito: i provvedimenti siano sempre il risultato di una coesione responsabile dei massimi vertici e producano risultati concreti e immediati”.

Centotre agenti in più da subito a Roma, per contrastare l’esplosione di violenza è la prospettiva che si sta decidendo per aiutare la capitale a ritrovare serenità. Il Viminale ha messo in campo anche una taske force di 007. Gli appelli del sindaco Gianni Alemanno continuano: «Emergenza criminalità senza precedenti a Roma» dice il primo cittadino.

Alla fine di gennaio saranno 400 gli agenti in più a Roma. L’incremento è previsto dal Terzo Patto per Roma sicura siglato poco tempo fa. Nell’incontro di ieri al Viminale, il ministro dell’Interno annamaria Cancellieri ha parlato chiaro: «Lo Stato c’è e lo dimostrerà». Il comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico tra la Cancellieri e i vertici delle forze dell’ordine in realtà non ha varato alcuna misura speciale per contrastare le violenze a Roma (35 omicidi in un anno). Prevenzione e contrasto sono le parole chiave del Viminale.

«Sono mesi che chiediamo un intervento più incisivo da parte dello Stato e abbiamo perso la pazienza perché non bisogna aspettare i reati per intervenire. Finalmente vedo da parte del ministro Cancellieri un segnale molto chiaro da questo punto di vista, però dobbiamo insistere perchè in giro ci sono troppe armi, troppa droga e bande criminali che si contendono il territorio. È un’emergenza che non si era vista prima. Roma pretende un intervento forte da parte dello Stato». Le affermazioni del sindaco Gianni Alemanno, insomma, parlano chiaro.

«A dicembre abbiamo firmato il terzo Patto per Roma sicura che consente di avere 400 uomini in più, tra poliziotti e carabinieri, ma questo non basta – ha aggiunto Alemanno -. Bisogna intervenire sui territori a rischio, sui quartieri fuori controllo. Ci vogliono perquisizioni a tappeto preventive. Bisogna fare in modo che escano fuori le armi e che si possano individuare tutte le persone che tengono in vita queste bande. Non bisogna aspettare il crimine, si deve andare fino in fondo per riprendere il controllo del territorio». «Roma ha ormai perso la pazienza, ci deve essere una fortissima reazione da parte dello Stato» aveva detto questo mattina. Secondo il sindaco, infine, con la crisi economica «c’è sicuramente più povertà in giro, soprattutto nelle periferie. Non a caso tutte le città italiane ed europee risentono di un aumento di criminalità. La gente cerca delle scorciatoie per sfuggire alla povertà».

«Troppe armi in città». Troppe armi in città, troppa droga. E’ l’allarme lanciato da Alemanno «Belve da fermare a ogni costo», così il sindaco ha definito i killer di Zheng e Joy.

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