Petizione per dire “basta” alle ingiustizie della società incaricata dallo Stato per la riscossione dei tributi

gli italiani dicono basta a Equitalia

“Sessanta giorni per pagare, altrimenti ti prendiamo tutto”. Adesso però la mobilitazione popolare è scattata.

Equitalia sembra essere nel mirino degli “attentati” ma, di certo, lo è adesso in quello dei cittadini che non ne possono più di sentirsi il “cappio” al collo.

A Parma, Perugia, a Foggia di recente è scattato l’allarme bomba, mentre a Casarano sulla porta e sulla vetrata d’ingresso, sono stati attaccati, da ignoti, 10 volantini riportanti frasi di protesta contro banchieri, finanza, governo, sistema fiscale ed euro. Ma, pur condannando ovviamente (senza se e senza ma) qualsiasi forma di violenza, ci siamo chiesti cosa sia esattamente Equitalia e quello che sta imponendo alle persone in difficoltà? Definiamolo “strangolamento legalizzato”.

Equitalia è la società per azioni, a totale capitale pubblico, incaricata dell’esercizio dell’attività di riscossione nazionale dei tributi e contributi. Negli ultimi mesi è stata criticata per la lentezza delle sue operazioni e per la durezza del suo comportamento con i cittadini: tassi di interesse elevatissimi, pignoramenti facili, reazioni a catena di sanzioni esponenziali

«Equitalia è diventata un bersaglio bisognerebbe capirne le ragioni oltre che condannare le violenze. Un avviso di pagamento di Equitalia è diventato il terrore di ogni italiano. Se non paga l’ingiunzione “entro e non oltre”, non sa più cosa può succedergli. Non c’è umanità in tutto questo e neppure buon senso. Monti riveda immediatamente il funzionamento di Equitalia, se non ci riesce la chiuda. Nessuno ne sentirà la mancanza», scrive sul suo blog Beppe Grillo, ispiratore del movimento politico Cinquestelle.

Anzi, non a caso è partita una raccolta firme sul web. L’obiettivo è quello di raccogliere 500.000 firme come minimo, per chiedere lo scioglimento di Equitalia e la riforma della riscossione:

«In parlamento è stato già depositato il Disegno di Legge Delega a firma del Sen. Pedica e di altri. Adesso a supporto dell’iniziativa parlamentare serve una grande mobilitazione di tutti gli italiani.

Intanto saranno organizzati banchetti in tutta Italia, ma da subito è possibile firmare, cercando la petizione “LIBERATI DI EQUITALIA METTICI LA FIRMA”, si legge sul Quotidiano di Federcontribuenti.

Gli italiani provano a ribellarsi contro l’ente che procede “senza pietà” all’intimazione al pagamento delle somme entro 60 giorni dalla notifica. Trascorsi i 60 giorni o il contribuente paga l’intera somma o contesta pagandone un terzo, altrimenti Equitalia mette in atto l’esecuzione forzata sui beni per recuperare il debito.

In questi casi può scattare una comunicazione alla centrale rischi delle banche con conseguente chiusura dei fidi, oppure viene pignorato il conto corrente (rendendo impossibile il pagamento di dipendenti e fornitori), o altrimenti pignoramenti presso terzi e le ganasce fiscali.

Nel caso di un ricorso, per sei mesi gli agenti della riscossione hanno facoltà, invece, di ipotecare una casa e bloccare un’auto. Se invece c’è “fondato pericolo” di perdere il credito ad Equitalia lo Stato accorda la possibilità di sequestrare una pensione o mandare un bene all’asta immobiliare.

Come dire: una “piovra” che strangola i contribuenti e, nei tempi e nei modi più implacabili, ne affonda sul nascere le velleità di trovare le risorse per uscire da una situazione debitoria.

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