Il leghista Finozzi (assessore al Turismo del Veneto): “perchè colpire solo Cortina?”. Scoppia la polemica

Marino Finozzi

“I controlli fiscali dovrebbero farli anche a Taormina e non solo a Cortina d’Ampezzo”: la dichiarazione arriva dall’assessore regionale al Turismo del Veneto, Marino Finozzi.

“La lotta all’evasione fiscale va bene – spiega l’assessore in una intervista al “Giornale di Vicenza” – ma dovrebbe essere estesa su scala nazionale e non colpire solo il Veneto”.

Poi il riferimento diretto alla città del Centauro: “La visita a Cortina da parte degli ispettori dell’Agenzia delle Entrate la vedo bene se si tratta di combattere seriamente l’evasione fiscale. Ma la vedo male se si tratta di colpire solo Cortina e solo il Veneto. Potrebbero spingersi anche più a sud. Dove? A Taormina, per esempio, che è anch’essa una prestigiosa e lussuosa località che concentra il turismo internazionale”.

Per l’esponente della Lega lo sguardo del fisco dovrebbe posarsi nelle località turistiche di lusso del meridione.

“A Taormina nessun favoritismo”. Immediata la replica arrivata da Taormina alle dichiarazioni di Finozzi e sull’argomento ha così risposto l’assessore al Turismo della Perla dello Jonio, Italo Mennella.

“A Taormina – spiega Mennella – non abbiamo questo tipo di problemi: siamo tutte persone oneste e da queste parti i controlli non vengono fatti solo a Natale e Capodanno. Le autorità preposte fanno il loro mestiere con assoluta professionalità e per tutti i dodici mesi. Trovo assurda, ingenerosa ma soprattutto inopportuna questa polemica che nasce dal nulla. Non ci risulta che vi siano “due pesi e due misure”. Noi, per altro, non abbiamo mai fatto paragoni con altre realtà turistiche, e non si riesce a comprendere il motivo di queste affermazioni dell’assessore Finozzi, dalle quali sembra quasi che il nostro sia un “paradiso fiscale” o che vi siano situazioni particolari”.

“Non compete a noi  – conclude Mennella – valutare come stiano le cose a Cortina o in qualsiasi altra meta turistica: ci interessa guardare in casa nostra e possiamo affermare con assoluta certezza che, per quanto ci riguarda, non c’è mai stato alcun tipo di favoritismo fiscale su questo territorio”.

Consumatori: “sì ai blitz”. Ben vengano i blitz a campione a Cortina come a Capri, Taormina, Costa Smeralda. Lo affermano Elio Lannutti di Adusbef e Rosario Trefiletti di Federconsumatori sulle verifiche fiscali a Cortina che giudicano «pelose le difese d’ufficio erette dalla politica verso gli incalliti evasori di Cortina. Difese vergognosi ed offensive verso milioni di contribuenti onesti svenati e dissanguati».

«Se esiste – affermano le due associazioni dei consumatori – un’evasione ed elusione fiscale di 270 miliardi di euro l’anno, che porta i contribuenti onesti a subire una pressione fiscale del 45%, che arriverà al 47% nel 2014, significa che esiste un diffuso sistema di connivenze anche di ordine istituzionale, di contiguità, vero e proprio favoreggiamento verso gli evasori ed elusori fiscali, che occorre combattere per restituire dignità ad uno Stato di diritto, che ha spesso strizzato gli occhi, arrivando a chiuderli entrambi, verso frodi fiscali ed ordinari abusi di diritto, che hanno coinvolto primari studi tributari anche contigui con i Governi».

Per Lanutti e Trefiletti, «non esiste alcuna spettacolarizzazione dei controlli che possa aver danneggiato Cortina, la laboriosità dei suoi cittadini, mortificato il lavoro della Guardia di Finanza, perché gli ispettori inviati dall’Agenzia delle Entrate nel cuore delle Dolomiti e che hanno scoperchiato un pentolone puzzolente di evasori e di contribuenti, che si sono arricchiti eludendo od evadendo gli obblighi fiscali, rappresentano la punta dell’ iceberg di furbetti dalle vaste e diffuse complicità, hanno svolto solo il loro dovere».

«Ben vengano quindi – osservano – blitz a campione a Capri, Taormina,Costa Smeralda, Cala Galera, Ischia, o nelle lussuose località turistiche che confinano con l’Italia, dove sono ormeggiate Panfili e lussuosi Yacht da milioni di euro, rigorosamente intestati a società di comodo battenti bandiera panamense o registrate nei paradisi fiscali e/o legali, con posti auto ed automobili con targa italiana, per scovare con l’incrocio dei dati evasori ed elusori, anche perché i consumatori ed i contribuenti onesti, si sono proprio stufati di pagare per i furbetti e per i loro solerti `politici´ difensori d’ufficio, annidati in grandissima parte nell’ex maggioranza di Governo, che ha scudato i capitali facendo pagare l’obolo del 5% invece del 50% con un vero e proprio riciclaggio di Stato».

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