Il gip dice “no” alla richiesta del deputato campano del Pdl: per lui l’accusa è di corruzione, falso e riciclaggio

Nicola Cosentino

Duro colpo per Nicola Cosentino, coordinatore regionale del Pdl, che assieme ai suoi avvocati si è visto respinto, la richiesta di revoca della misura cautelare dal Gip Egle Pilla.

Il giudice per le indagini preliminari nel provvedimento di diniego ha asserito che l’ordinanza della misura cautelare era già stata confermata in sede di Riesame.

Accusato dai collaboratori di giustizia, di appartenere al clan dei casalesi, che avevano sostenuto la sua candidatura alle elezioni, Cosentino rischia di varcare la soglia del carcere.

Ha dichiarato, in seguito alle accuse imputategli, che si sarebbe dimesso solo quando la magistratura avrebbe accertato la veridicità dei fatti.

L’ex onorevole è anche accusato di disastro ambientale, poiché, avrebbe permesso che in vent’anni la bella terra della Campania diventasse una discarica a cielo aperto, dove anche i grandi imprenditori del Nord facevano scaricare cumuli di materiale tossico.

Che dire? Se il popolo campano riflettesse sul danno che certi signori hanno arrecato, a uno dei territori più belli d’Italia, forse smetterebbe, anche, di rendergli “omaggio” al loro passaggio.

Infatti, proprio la Campania è tra le regioni con più alto tasso di mortalità per tumori allo stomaco e all’intestino.

Purtroppo, però, tale atteggiamento, da un lato, è anche comprensibile, poiché senza la loro benedizione non vi sono favori di alcun genere.

Soddisfacente è invece costatare come a seguito della sconfitta di “Sansone” Berlusconi si stiano spegnendo anche i filistei…

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