Il giornalista taorminese, vicedirettore della Gazzetta del Sud, ha lavorato 40 anni nella redazione messinese

Nicola Francica

Il vicedirettore della “Gazzetta del Sud” Nicola Francica, 62 anni, taorminese doc, è andato in pensione nelle scorse ore dopo quasi un quarantennio trascorso al giornale, in una lunga carriera giornalistica che lo ha visto anche Capo Ufficio Stampa di Taormina Arte.

Francica ha mosso i suoi primi passi nella professione a 16 anni, con l’istinto vero del reporter, dapprima fotografo e poi giovanissimo free-lance. Prima corrispondente da Taormina, fu poi assunto dalla “Gazzetta” nel 1973. Ha lavorato in Cronaca di Messina, quindi nel settore Calabria; poi il passaggio alle redazioni Spettacoli, Sport, infine Interni (settore che si occupa della politica e della cronaca nazionale).  Si è impadronito in fretta della professione, è diventato caposervizio Interni a 37 anni; quindi promosso caporedattore nel 1997; dieci anni dopo la nomina a vicedirettore.

Francica ha sempre lavorato con passione e dedizione assoluta. La “Gazzetta” è un giornale del Meridione e per il Meridione, ma che segue con estrema attenzione gli eventi nazionali ed esteri; ed è anche e soprattutto grazie a giornalisti come Nicola Francica che il giornale ha raggiunto importanti risultati e traguardi in questi anni.

A Nicola Francica, con un giusto tributo al suo impegno di una vita, la Gazzetta del Sud ha dedicato un ampio articolo nell’edizione del 3 gennaio scorso, ed alcuni passi tra i più significativi abbiamo voluto riprenderli qui su Blogtaormina.

Le stesse parole di apprezzamento, con affetto e stima, le rivolge nel modo più sincero e sentito anche chi scrive queste righe, che negli ultimi sei anni ha avuto l’onore di essergli al fianco nelle vicende del giornale, da corrispondente di Taormina.

Va in pensione un professionista serio e di alto livello, persona leale con cui è stato e continuerà ad essere un appuntamento gradevole il vedersi e confrontarsi sul Corso o al bar per parlare di tante cose. Lo stesso si può dire di quelle frequenti chiacchierate quando il pomeriggio lui arrivava al giornale o magari la sera.

Caro Nicola – e sai che di solito preferisco chiamarti “direttore” – in questi anni l’intesa professionale e umana è sempre stata sincera e diretta. Mai uno screzio e sempre una condivisione di idee ed intenti. E l’auspicio, anzi la certezza, è che tutto questo potrà proseguire anche ora che è arrivato il momento della pensione e che potrai dedicarti a tempo pieno alla famiglia, e alla “tua” e “nostra” Taormina, terra meravigliosa che oggi ha perso l’anima e, presto o tardi, andrà sottratta alla pochezza di chi non è all’altezza di una grande storia.

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