Divieti flop: la Polizia ha arrestato o denunciato 437 persone. A Roma quattro bambini colpiti dai fuochi

Capodanno a Roma, fuochi davanti al Colosseo

Due morti e 595 feriti per i botti di Capodanno. E’ il bilancio ufficiale fornito stamane dalla Polizia: numeri da bollettino di guerra. Sono rimasti feriti 76 bambini con meno di 12 anni.

Il numero dei feriti – come racconta La Stampa – è in aumento (498 lo scorso anno), ma sono diminuiti quelli con lesioni oltre i 40 giorni (35 rispetto a 44). Gli episodi più gravi a Roma, con lo scoppio di un appartamento costato una vita e 4 bimbi feriti, e a Napoli, dove è morto un ristoratore.

Tra gli episodi più gravi anche un ragazzino in fin di vita a Palermo. Le forze di polizia hanno arrestato o denunciato 437 persone, sequestrando quasi 1200 lanciarazzi, 8 armi comuni da sparo, oltre 157 munizioni, oltre 64 tonnellate di manufatti pirotecnici , quasi 3 tonnellate di polvere da sparo, oltre 8,5 tonnellate di prodotti esplodenti artigianali e soprattutto di oltre 11.000 detonatori (lo scorso anno erano stati meno di 300).

La tragedia di Roma. Lo scoppio in un appartamento di Roma è stata causata dall’esplosione di alcuni petardi e botti utilizzati dalla vittima per festeggiare il Capodanno. Un uomo di 31 anni è morto e quattro bambini sono finiti in ospedale: uno è in gravssime condizioni. La vittima aveva precedenti per detenzione di materiale esplodente. Era stato in passato anche agli arresti domiciliari.Secondo i vigili del fuoco, al momento dell’esplosione nell’appartamento al primo piano dell’edificio c’erano 15- 20 persone. Oltre ai quattro bambini feriti ci sarebbero anche almeno due adulti che hanno riportato delle lesioni di entità imprecisata. Lo scoppio è avvenuto intorno a mezzanotte e quaranta. I feriti sono stati trasportati in vari ospedali della capitale. L’esplosione ha creato diversi danni sia all’interno che all’esterno dell’abitazione.

Nell’appartamento, in parte distrutto, i vetri sono esplosi e si sono deformate le inferriate del balcone. Alcuni oggetti sono finiti in strada fino a una decina di metri di distanza. In casa si vede ancora la tavola apparecchiata per il cenone di Capodanno. Nello stesso edificio romano la polizia aveva sequestrato alcuni giorni fa 30 chili di fuochi simili a quelli rinvenuti sul luogo della tragedia. Il sequestro, a carico di ignoti, era stato effettuato dagli agenti del commissariato di San Basilio all’interno del vano ascensore del palazzo.

Un ristoratore ucciso in provincia di Napoli. E’ di un morto e un centinaio di feriti il bilancio della notte di Capodanno nel napoletano. Otto i minori feriti, di cui quattro nella città di Napoli. L’unica donna ferita è stata medicata all’ospedale di Castellammare di Stabia: guarirà in quindici giorni per le ustioni alle mani. Da registrare, se4mpre in Campania, le 27 persone rimaste ferite in provincia di Salerno per l’esplosione di petardi. Solo un uomo, di 65 anni, di Montecorvino Pugliano è in prognosi riservata all’ospedale di Battipaglia, per aver riportato gravi ferite ad una mano e ad una gamba per l’esplosione di un petardo. Tutti gli altri hanno una prognosi che va dai 10 ai 30 giorni di guarigione.

La vittima di Napoli si chiamava Marco D’Apice, 39 anni. Aveva delle ferite alla bocca causate molto probabilmente da un’arma da fuoco. E’ stato ucciso dinanzi al ristorante che gestiva a Casandrino, un comune della provincia. Secondo le prime testimonianze l’uomo, incensurato, stava posizionando alcune batterie di fuochi d’artificio che avrebbe dovuto far esplodere per salutare il nuovo anno quando all’improvviso è finito a terra.

Una scia di emergenze da Palermo a Foggia. L’esplosione di un petardo ha gravemente ferito un ragazzino di 14 anni di Palermo che ha perso le dita di una mano e rischia di rimanere cieco per le profonde ustioni al volto. L’esplosione ha distrutto le finestre dell’abitazione del ragazzino, nel quartier Zen. La vittima è ricoverata al pronto soccorso dell’ospedale Villa Sofia. Inoltre a Foggia un uomo rischia di perdere un occhio e ad un altro sono state amputate due falangi. Rischia un occhio un uomo ferito nel casertano, mentre a Taranto è stata amputata una mano a un militare di 23 anni.

Il divieto ignorato in mille città. Nonostante il divieto i fuochi d’artificio sono stati fatti esplodere a Bari, anche in pieno centro, dove sono state sequestrate una ventina di bancarelle incuranti dell’ordinanza municipale. Per i botti la maggior parte di arresti (nove), denunce e sequestri è avvenuta tra Napoli e provincia. Tra gli arrestati, a Melito, un uomo e una donna sorpresi con mille ordigni di fabbricazione artigianale, vere e proprie «bombe» del peso di 150 chili tenute, in attesa della vendita, sul pianerottolo di una abitazione senza alcuna precauzione. è stato invece denunciato un commerciante che a Terzigno esponeva in vendita, in mezzo ai banconi del pesce e dei ‘capitonì, 80 chili di materiale esplodente.

E in provincia di Potenza è finito in carcere un immigrato extracomunitario trovato in possesso di un ordigno di 220 grammi, con una miccia di 60 centimetri. Mentre la Guardia di finanza di Padova con un maxi-blitz ha sequestrato due tonnellate di botti illegali, quasi 100mila pezzi tra razzi, ‘tortè a esplosioni multiple, ‘cipollè, fontane luminose, bengala e ‘bombe spread’, l’ordigno ad altissimo potenziale esplosivo e più in voga sul mercato nero.

Hanno vietato i botti, oltre a Bari,anche Milano, Torino, Palermo, Cosenza, Aosta, Brindisi, Siena e Pistoia, Imperia, oltre a una serie di città più piccole. Circa duemila Comuni in tutto, secondo l’Aidaa, (associazione italiana difesa animali ed ambiente). Il divieto però oltre che a Palermo e Bari è stato violato quasi in tutte le città.

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