False crociate e rumorosa demogogia: l’altra faccia del Carroccio, partito che contesta ma da 17 anni è al potere

il "popolo" leghista

Dal Nord al Sud il degrado investe le nostre città. Delinquenza, atti di razzismo, crisi economica, incuria urbana affliggono il nostro paese.

L’era leghista e berlusconiana ha lasciato purtroppo solo macerie, un vuoto profondo, una crisi senza precedenti, l’ombra della recessione, la consapevolezza che per i nostri giovani il futuro non sarà roseo ed il senso dell’ingiustizia sociale.

Uno spettro si aggira tra noi: quello della demagogia e il qualunquismo, del parlare senza avere cognizione di quel che si sta dicendo.

Negli insulti di Bossi al Presidente della Repubblica c’è l’emblema di un vuoto profondo della classe dirigente  che finora ha guidato il nostro paese, e che pur sapendo di averci portato sull’orla della rovina e che nella speranza di recuperare il potere, ha bisogno di creare un nuovo nemico.

Gli immigrati, il mito del Mezzogiorno che vive di assistenzialismo ed ora il Presidente della Repubblica sono tanti stereotipi che vengono creati per nascondere un vuoto di  contenuti  e di programmi.

Ma siamo realisti: se gli italiani da Nord a Sud non lavorassero e non facessero salti mortali per andare avanti con una classe politica come la nostra, qualunquista e demagogica, non saremmo già affondati da tempo?

L’asse  Berlusconi – Bossi che per anni ha guidato questo paese ci ha portato alla rovina e la loro “incultura” politica ed umana continua a seminare il seme della discordia e non favorisce la discussione seria e pacata dei problemi.

Cosa hanno creato nell’ultimo ventennio che meriti di essere ricordato? Cosa hanno dato a questo paese? In cosa si sono distinti rispetto alla classe dirigente della Prima Repubblica?

Siamo stati ammaliati dalle parole, dalla trivialità, dagli insulti, dagli atti di superbia che sono arrivati oltre al limite della decenza e che ci hanno privato di giovani che sono emigrati all’estero. Ciò chi ha impoveriti e ci ha esposto ad una crisi senza precedenti!

Provo un profondo senso di rabbia nel sentire i leghisti scagliarsi contro Monti. Avevano il potere e potevano in qualunque momento proporre un’alternativa a Berlusconi e non hanno voluto farlo. Hanno votato tutti i provvedimenti del precedente Governo ed hanno fatto una politica xenofoba, contro il Mezzogiorno, hanno impoverito il paese ed ora ci vengono a dire che loro erano migliori.

Eppure coloro che alzano il dito, contro una manovra che pur non approviamo, sono stati coloro che ci hanno condotto a questo punto. Come possiamo dimenticarlo? Sono stati gli artefici del disastro, della nostra rovina come paese, della crisi che ora investe tante famiglie, del declino di un paese che è più vicino alla Grecia e meno alle grande potenze dell’Europa Occidentale.

Come possiamo dimenticarlo? Dobbiamo tenerlo bene a mente, non possiamo avere memoria corta ed alle prossime elezioni non possiamo dimenticare coloro che ci hanno portato a questo punto e che per pensare al loro orticello e non al bene comune ci costringeranno ad anni dolorosi e di sacrifici.

Come è possibile che a Bossi, che tutto ha eccetto che lo spessore del leader, non venga il dubbio che  questo suo modo di fare ha contribuito a portarci sull’orlo del fallimento? Ma certo né lui né il figlio (impegnato com’è in festini e nello spendere a beffa della moralità pubblica il denaro guadagnato in questi anni!) può accorgersene.

Il professore Monti non è certo il responsabile di tutto ciò che sta accadendo. Se la sua ricetta può non essere condivisibile per mancanza di equità e per tanti motivi, certamente non  si può imputare a lui la nostra crisi economica e sociale.

È responsabilità di quella Lega che sapeva e che aveva in mano il ministero dell’economia, e che ha finto di non vedere e di non accorgersi di tutto ciò che stava accadendo e che è stata disposta a svendere il nostro paese per interessi di pochi.

A cosa pensavano Bossi, Tremonti e Maroni mentre l’Italia si impoveriva, mentre il nostro debito pubblico cresceva,  mentre la nostra economia perdeva di competitività, mentre   l’Italia veniva derisa in ogni parte d’Europa?

Perché invece di fare arrivare lo spread a limiti insostenibili, che ha portato alla fine del Governo Berlusconi, non hanno proposto al momento opportuno una politica alternativa che difendesse il paese?

Dopo aver accettato per anni la Lega di votare tutto, di appoggiare Berlusconi oltre ogni accordo sostenibile, dopo aver per anni favorito accordi sottobanco; dopo aver favorito per anni una politica discriminatoria per il Sud, ora per recuperare consensi ritorna a fare demagogia.

E chi è il suo nuovo nemico: il presidente Napolitano, che altro non ha fatto che cercare di rimediare ai danni di governanti irresponsabili e che non avevano e non hanno la dignità di sedere nei banchi del Parlamento!

 Noi non condividiamo le scelte economiche di Monti e soprattutto non pensiamo che possano garantire all’Italia la ripresa economica, ma è indiscussa la serietà e la buona fede e l’alto profilo del Governo.

Il professor Monti ha una dignità e  uno spessore che certamente non può essere paragonato a quello dei suoi predecessori, che ci hanno mortificato dinanzi a tutto il mondo e che ci hanno condotto sull’orlo della rovina. Non approviamo neanche però la demagogia della Lega, che ci ha condotto a questo punto e non ha l’umiltà di prendersi le proprie responsabilità.

La decadenza italiana è il fallimento di quindici anni di politica leghista e berlusconiana, che hanno sbilanciato troppo l’asse del paese verso il Nord dimenticando il Mezzogiorno, e che hanno preferito alla logica della riflessione e dell’analisi dei problemi, la demagogia fine a se stessa.

I problemi dell’Italia non si risolvono con la demagogia e soprattutto con le divisioni. Per poter far ripartire l’economia la politica deve avere il coraggio di fare un passo indietro e di ascoltare i cittadini e soprattutto di ammettere la possibilità di sbagliare o di non essere totalmente adeguato a far fronte ai problemi del nostro paese.

Serve per il nostro paese un cambio di rotta. Innanzitutto va fatta la nuova legge elettorale e a quel punto bisogna procedere con il cambio di classe dirigente del paese.

I cittadini devono ritornare “quam primum” con una nuova legge elettorale alle urne e devono poter decidere del loro futuro. Questa classe politica di scellerati e di corrotti, che ci ha ridotto sull’orlo della miseria, va cancellata.

E dovranno essere ricordati per quello che sono stati: per coloro  che hanno condotto l’Italia sull’orlo del tracollo economico.

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