Codacons analizza i riflessi della monetta unica sul ceto medio: “stangata sulle famiglie a partire dal 2002”

i dieci anni dell'Euro

Che l’Euro, unitamente ai mancati controlli sul cambio di valuta, abbia flagellato le tasche degli italiani, ormai non è più una novità e purtroppo arriva adesso l’ennesima, amara, conferma.

Da gennaio 2002 a gennaio 2012 la perdita del potere d’acquisto per il ceto medio è stata del 39,7%, e in 10 anni una famiglia di 4 persone ha subito una stangata, per aumento dei prezzi, rincari delle tariffe, manovre economiche, caro-affitti, caro-carburanti, di circa 10.850 euro.

“Un vero e proprio massacro per le tasche delle famiglie italiane” commenta il Coordinamento di associazioni per la tutela dei diritti dei consumatori.

“Il Codacons fu la prima associazione che nel gennaio 2002, quando venne introdotto l’euro, denunciò gli aumenti selvaggi e le speculazioni da changeover – spiega il presidente Carlo Rienzi -. Allora venimmo accusati di euroscetticismo e di terrorismo mediatico, mentre oggi tutti ci danno ragione, perché la prova di ciò che è successo è sotto gli occhi di chiunque, a partire dagli stessi commercianti, prime vittime della loro stessa politica suicida”.

Dal 207,7% di una penna a sfera al 198,7% di un tramezzino al 159,7% di un cono gelato, sono vertiginosi i rincari di alcuni prodotti di largo consumo maturati dagli ultimi giorni di vita della lira ad oggi. E’ quanto emerge da uno studio del Codacons.

Fra i prodotti che hanno subito i maggiori rialzi di prezzo ci sono la confezione di caffè da 250 grammi (+136,5%), il supplì (+123,9%), un chilo di biscotti frollini (+113,3%), la giocata minima del lotto (+92,3%).

Il vero problema è che le prospettive sembrano ancor più incerte e quel 40% di potere d’acquisto che è stato perso dal 2002 ad oggi, sembra non un punto negativo di conclusione ma un inquietante scalino di partenza verso altri anni di “lacrime e sangue”.

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