Dodici mesi di crisi e tasse, casta e disastri: l’ennesimo momento nero di un’Italia morente, che non sa rialzarsi

la caduta di Berlusconi, immagine simbolo del 2011

Al traguardo il 2011 e se ne va un anno che in pochi rimpiangeranno. Gli italiani lo ricorderanno come il detonatore di una crisi già in atto da tempo e stavolta esplosa nel modo più fragoroso e devastante.

Prima la caduta dell’illusionista Berlusconi, poi l’avvento del banchiere Monti, e dai bunga bunga della casta alle stangate dei banchieri l’Italia si ritrova di male in peggio, sotto lo stress insopportabile di una classe di governo incapace di “sposare” politiche economiche espansionistiche.

L’Italia al confine tra l’anno che finisce e quello che arriva, è un Paese sodomizzato dalle impertinenti ingerenze di un’attempata signora tedesca di nome Angela Merkel, e uno Stato tenuto sotto scacco da quell’ingranaggio burocratico infernale fatto di “spread”, “debito”, “patto di stabilità”, “pareggio di bilancio”. E soprattutto, tasse e banche, banche e tasse.

Finisce un 2011 da dimenticare per la Borsa italiana, che sotto i colpi degli speculatori ha perso in dodici mesi oltre il 25%, registrando ad agosto la performance peggiore e scendendo, a fine anno, a una capitalizzazione complessiva di 333,3 miliardi di euro, in calo rispetto ai 429,9 miliardi con cui aveva archiviato il 2010.

Il 2011 in Italia è stato un anno segnato, però, non soltanto dalla politica ma soprattutto dai fatti di cronaca e dai colpi di scena: la scarcerazione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, l’arresto del boss di Gomorra, Michele Zagaria, il caso Parolisi. Non solo.

Di sorprese, certo, ne ha riservate anche la cronaca politica: chi l’avrebbe detto che Milano sarebbe stata governata da un sindaco di Sinistra ecologia e libertà, che un ex pm dell’inchiesta Why Not avrebbe conquistato Napoli battendo i candidati di Pd e PdL e che il IV governo Berlusconi sarebbe caduto per far posto a un esecutivo tecnico guidato dal preside della Bocconi? E sono solo alcuni dei dieci fatti più importanti accaduti in Italia, che vogliamo citare.

Mercoledì 7 dicembre è finito in manette il boss superlatitante della camorra Michele Zagaria, capo dei casalesi. La Polizia lo ha scovato in un bunker all’interno di un’abitazione di Casapesenna, nel Casertano. Tra il bunker sotterraneo e il pavimento della casa c’erano cinque metri di cemento armato.

La criminalità è spietata ma lo è molto di più la natura. Fiumi di fango a Genova, borghi tra la Liguria e la Toscana devastati da torrenti ingrossati dopo giornate incessanti di maltempo, frane e crolli di abitazioni in Sicilia. Anche nel 2011 le piogge autunnali hanno flagellato il nostro Paese, allungando la lista di alluvioni e inondazioni. Si contano 26 morti a ottobre e novembre tra Liguria, Lunigiana e la provincia di Messina a Barcellona e Saponara (senza scordare il disastro di Giampilieri, oggi dimenticata dallo Stato), e a marzo in Romagna, Marche e Abruzzo. Ma la colpa non è certo solo della natura.

Autunno, periodo di alluvioni, come quello che ha colpito la politica italiana, di per sè già dissestata “in ogni dove”. Il 16 novembre 2011 Mario Monti, economista, ex banchiere e preside della Bocconi, viene chiamato dal presidente della Repubblica, Napolitano, alla guida di un esecutivo tecnico, in seguito alle dimissioni di Berlusconi del 12 novembre. Il governo Monti, ribattezzato il “governo dei professori”, riceve la fiducia al Senato il 17 novembre e alla Camera il giorno successivo, con il difficile compito di salvare il Paese dal default.

A suon di tasse, tutto è possibile: e se d’altronde Napolitano fa il capo dello Stato e Monti il Premier, allora significa che il futuro dell’Italia oggi lo sa solo Dio.

Ma come dimenticare anche il 15 ottobre scorso, quando il corteo nazionale degli indignati parte da piazza della Repubblica in modo pacifico. Poi un gruppetto di Black bloc comincia a sfondare vetrine e incendiare auto. Gli incidenti iniziano in via Cavour e poi proseguono in piazza San Giovanni. A fuoco un blindato, illesi i due carabinieri a bordo. Simbolo della protesta, Fabrizio Filippi, detto «er pelliccia», ventiquattrenne di Bassano Romano (Viterbo), arrestato per aver lanciato un estintore contro le forze dell’ordine.

E poi Amanda Knox e Raffaele Sollecito liberi. Assolti per non aver commesso il fatto. Alle 21,48 del 3 ottobre, dopo una giornata di attesa, seguita con dirette internet e televisive in tutto il mondo, arriva la sentenza per il delitto di Perugia. I due ex fidanzatini Amanda Knox e Raffaele Sollecito, dopo tre anni in carcere, sono liberi. Ma i media continuano ad occuparsi di loro. E se quei due fossero i veri colpevoli? I dubbi ci sono e non pochi.

Martedì 19 luglio alle 9 di mattina il caporalmaggiore Salvatore Parolisi viene arrestato ad Ascoli Piceno per l’omicidio volontario aggravato di sua moglie Melania Rea e per vilipendio del suo cadavere, uccisa con 23 coltellate il 18 aprile nel Bosco delle Casermette, a Ripe di Civitella (Teramo). Un caso che ha sconvolto e appassionato i lettori italiani. Parolisi è ancora in carcere per l’accusa di aver ucciso la moglie. Presto il processo.  

E, come detto, le metropoli italiane sono ora in mano ai “contestatori” della politica. Pisapia a Milano e De Magistris a Napoli. Sonora sconfitta dei grandi partiti: il 30 maggio il centrodestra perde alle amministrative la sua roccaforte, Milano, mentre il Pd perde Napoli, che governava (ex Ds) da quindici anni. Vincono due esponenti della sinistra radicale e girotondina, considerati fino a quel momento degli outsider: l’avvocato Giuliano Pisapia (Sel) nel capoluogo meneghino, e l’ex magistrato Luigi De Magistris (IdV) in quello partenopeo.

Doveroso ricordare che ci sono stati dieci i militari italiani morti nel 2011 durante le operazioni della missione ISAF. Luca Sanna, Massimo Ranzani, Cristiano Congiu, Gaetano Tuccillo , Roberto Marchini , David Tobini, Matteo De Marco (morto per infarto), Riccardo Bucci, Mario Frasca e Massimo Di Legge (morti in un incidente stradale).

Il 2011 è stato il momento dei 150 anni dell’Unità d’Italia. C’è adesso una festa nazionale in più: giovedì 17 marzo si celebrano i 150 anni dell’Unità d’Italia. Non senza polemiche. Come quella degli industriali, che quantificano in 4 miliardi di euro la spesa complessiva a carico delle aziende per il giorno in più di ferie, e della Lega, che si oppone ai festeggiamenti nella data della nascita del Regno d’Italia.

Nell’album dei ricordi la marea umana dei 20.000 tunisini sbarcati a Lampedusa. Dopo quasi due mesi di sbarchi in seguito alle rivolte della primavera araba in Nord Africa, a fine marzo si contano in Italia oltre 20.000 tunisini clandestini passati dall’isola di Lampedusa. Il Governo concede loro un permesso di soggiorno straordinario di sei mesi per consentire alla maggior parte di raggiungere parenti e conoscenti in Francia. Sarkozy aumenta i controlli alla frontiera rischiando l’incidente diplomatico con il nostro paese. Gli sbarchi degli immigrati dal Nord Africa sull’isola però non si arrestano: il 21 settembre scoppia la guerriglia tra immigrati e abitanti. Una decina i feriti.

Tra tanti fatti, un pensiero infine a Marco Simonelli, il giovane campione del motociclismo italiano che il 23 ottobre è andato incontro alla morte, spietata nell’attenderlo e portarlo via in un’assurda domenica in Malesia. A 24 anni non è umano che possa accadere.

Addio 2011. E che il 2012 sia la primavera del rilancio. Non l’inverno della pietra tombale…

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