Clima rovente nello stretto di Hormuz. Teheran non si ferma: sabato verranno provati missili a lungo raggio

alta tensione nello stretto di Hormuz

Resta alta la tensione nel Golfo Persico tra Stati Uniti e Iran, che sta conducendo grandi manovre navali in prossimità dello stretto di Hormuz, il collo di bottiglia da cui passa il 40% del greggio trasportato via mare.

Domani, ottavo giorno delle esercitazioni navali, la marina degli ayatollah lancerà «missili a lungo raggio». Lo ha annunciato il vice comandante della Marina, il contrammiraglio Mahmoud Mousavi, citato dall’agenzia di stampa iraniana Fars.

«Sabato testeremo diversi tipi di missili, inclusi quelli a lungo raggio nel Golfo Persico», ha detto Mousavi. Oggi si è registrata una parziale marcia indietro di Teheran sulla minaccia di chiudere Hormuz se saranno adottate ulteriori sanzioni internazionali, in particolare sul settore energetico. Il comandante della marina degli ayatollah, l’ammiraglio Admiral Habibulah Sayari ha chiarito che «l’Iran non chiuderà lo stretto» durante le esercitazioni iniziate il 24 dicembre e che termineranno il 3 gennaio.

Intanto nella stessa area sono passate la portaerei a propulsione nucleare Usa Uss John Stennis, accompagnata dalla sua squadra navale. Le unità, della V flotta Usa di base nel Bahrein a Manama, si trovano ora nel Golfo di Oman, il braccio di mare subito oltre lo stretto di Hormuz.

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