“Gesto dimostrativo dell’ex agente dei vip. Si è messo dei cerotti sul naso e la bocca. Furibonda protesta dei legali

Lele Mora

Lele Mora ha tentato il suicidio cercando di soffocarsi. Lo riferisce Eugenio Sarno, segretario generale Uil Pa Penitenziari. “Lele Mora – spiega Sarno – è ristretto nel reparto ‘nuovi giunti’ del carcere milanese di Opera, ed era già sottoposto a particolare sorveglianza”.

“Il tentato suicidio è stato posto in essere con dei cerotti, regolarmente detenuti in cella, che Mora ha applicato su naso e bocca”, ha aggiunto.

“Ovviamente l’intervento dell’agente di sorveglianza è stato efficace ed immediato. Considerate le modalità più che ad un reale tentato suicidio – sottolinea – è forse più appropriato riferirsi ad un gesto dimostrativo, che non è escluso possa essere stato messo in piedi per attirare l’attenzione sulla sua vicenda processuale”.

“In ogni caso – aggiunge – il clamoroso gesto è solo uno dei circa 1000 tentati suicidi verificatisi in quest’anno nelle carceri italiane (di cui per circa 395 è legittimo parlare di vite salvate in extremis dalla polizia penitenziaria).

“Siamo furibondi, nessuno dal carcere di ci ha avvisato e siamo venuti a sapere del tentato suicidio dalla stampa”. Sono le prime parole di Luca Giuliante, uno dei legali di Lele Mora. L’avvocato, che difende il talent scout assieme al collega Nicola Avanzi, ha spiegato che è stato avvisato solo dal collega che ha visto la notizia sui media. Il legale ha inoltre chiarito che è rimasto nel carcere di Opera per circa un’ora, dalle 12.30 alle 13.30, per aspettare di parlare con Mora per un colloquio che era stato fissato, ma il personale del penitenziario gli ha fatto sapere che il talent scout non stava bene e quindi non ha potuto incontrarlo. “E’ inaccettabile”, ha ribadito l’avvocato Giuliante.

Mora, che ha patteggiato 4 anni e tre mesi di reclusione per bancarotta, ha chiesto nelle scorse settimana al tribunale del riesame di Milano di poter uscire dal carcere e di continuare le detenzione agli arresti domiciliari, ma i giudici non si sono ancora pronunciati, anche se il loro provvedimento era atteso prima della fine dell’anno. Nei giorni scorsi i legali hanno saputo dalla cancelleria del tribunale che la decisione non arriverà prima del 4 gennaio.

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