Gervasoni chiama in causa il centrocampista della Lazio. Dai verbali spunta anche il nome di Ventola

Stefano Mauri

Ancora nuovi nomi nell’inchiesta sul calcioscommesse. Su tutti spicca quello di Stefano Mauri della Lazio, il quale viene tirato in ballo dall’interrogatorio di Carlo Gervasoni. Ma la lista dei calciatori chiamati in causa si fa sempre più lunga: Nicola Ventola, Cesare Rickler, Michele e Federico Cossato.

Secondo le dichiarazioni di Gervasoni, Mauri sarebbe un complice del gruppo degli “zingari”. Sarebbe stato infatti il serbo Almir Gegic a informare lo stesso Gervasoni che Mauri aveva in qualche modo rapporti con l’organizzazione. Il contatto per arrivare al centrocampista biancoceleste sarebbe stato Alessandro Zamperini, cui il pm avrebbe chiesto subito riscontri senza successo: Zamperini avrebbe negato di aver trascinato nel vortice del calcioscommesse l’amico Mauri.

Le partite che secondo Gervasoni chiamano in causa il centrocampista della Lazio sarebbero Lazio-Genoa (4-2) e Lecce-Lazio (4-2). Ad aggiungere sospetti concorre anche una relazione degli uomini del Servizio centrale operativo della polizia: Viktor Kondic, uno dei capi dell’organizzazione, per fare una chiamata avrebbe agganciato la cella telefonica di via Macere, contigua al centro sportivo di Formello, quartier generale della Lazio. Mauri ha replicato tramite il suo manager di essere estraneo a tutti questi discorsi.

Chiamato in causa anche Nicola Ventola, ora ritiratosi dal calcio, ma con un passato illustre. Secondo Gervasoni un anno fa, nelle file del Novara, si sarebbe mosso per truccare l’esito di Chievo-Novara di Coppa Italia (3-0). Altri giocatori del Novara, tra cui l’attuale punta della Sampdoria Cristian Bertani, sarebbero stati coinvolti nella combine del match con l’Ascoli del 2 aprile scorso (1-0), con la collaborazione degli “avversari” Micolucci e Gazzola.

Altri particolari poi spuntano su Atalanta-Piacenza. Un ruolo l’avrebbe avuto anche l’attuale giocatore del Bologna Cesare Rickler, compagno di squadra di Gervasoni lo scorso 19 marzo con la maglia degli emiliani. Sempre secondo Gervasoni sembra inoltre che l’idea di truccare il match sia frutto di Michele e Federico Cossato, due fratelli che da attaccanti hanno fatto la storia del Chievo.

Ci sarebbe stato un accordo anche su come calciare il rigore del quale Doni si sarebbe fatto carico: un tiro forte e centrale. Un’esecuzione della quale il portiere sarebbe stato a conoscenza, per evitare di pararlo.

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