Pianto popolare per l’addio al “Caro leader”. Adesso c’è chi si augura una “primavera araba” per Pyongyang

i funerali di Kim Jong-il

Un pianto collettivo e un oceanico evento commemorativo: così la Corea del Nord ha posto fine ai 13 giorni di lutto per la morte di Kim Jong-il e ha formalmente ‘incoronato’ il figlio, Jong-un, come nuovo “leader supremo”.

Nella capitale coperta di neve, con una temperatura sotto lo zero, si sono tenuti i funerali per il “caro leader” Kim Jong-il. Suo figlio Kim Jong-un, definito da tutti i media “il grande successore”, marciava accanto alla limousine che porta i resti dell’uomo che ha dominato la Nordcorea per quasi 17 anni, trasformandola in potenza nucleare, ma facendo morire di fame oltre un milione di coreani.

Come in un vero spettacolo, centinaia di migliaia di militari, di persone comuni, bambini, si sono affollati lungo le strade sotto la neve esprimendo il loro lutto con singhiozzi, grida, ondeggiando e inginocchiandosi, il volto in una smorfia di dolore senza alcuna lacrima.

La cerimonia è iniziata alle 2 del pomeriggio, in ritardo di quattro ore, a causa della neve che fa ieri cade su Pyongyang. Il lungo corteo di auto e camion militari, con una gigantografia del defunto è partito dal palazzo del memoriale di Kumsusan, dove la salma di Kim Jong-il era tenuta dal 17 dicembre, il giorno della sua morte, e dove era stata imbalsamata. Con un percorso tenuto segreto – forse per sicurezza – il corteo funebre passerà infine attraverso il centro della capitale, ritornando poi al Kumsusan, dove la salma di Kim Jong-il riposerà accanto a quella del padre Kim Il-sung.

A nessuna delegazione straniera è stato permesso di intervenire ai funerali. Ma il corpo diplomatico a Pyongyang ha ricevuto l’indicazione di radunarsi nello stadio della città, per essere portato in visita a Kumsusan a mezzogiorno.

La televisione di Stato sta trasmettendo in diretta tutte le fasi del funerale; i commentatori hanno la voce rotta dalla commozione. Il lutto continuerà anche domani, con un servizio di memoria nazionale. A mezzogiorno tutto il Paese si fermerà e auto, navi e treni suoneranno i clacson e le sirene in segno di cordoglio.

Dal sud, proprio quest’oggi, in contemporanea coi funerali di Kim Jong-il, alcune associazioni per la libertà e di profughi nordcoreani, hanno deciso di lanciare alcuni palloni aerostatici oltre frontiera. I palloni contengono pacchi pieni di volantini che condannano Kim Jong-il e spingono la popolazione a ribellarsi. Nei pacchi vi sono anche doni in dollari americani.

Park Sang-hak, capo dei “Combattenti per una Nordcorea libera”, dichiara a Yonhap: “Abbiamo deciso di inviare i volantini per spingere alle riforme e all’apertura della Corea del Nord, dove non è cambiato nulla nemmeno alla morte di Kim Jong-il… I nordcoreani dovrebbero combattere per la democrazia, proprio come è avvenuto nel mondo arabo”.

Il regime di Pyongyang ha però un controllo molto forte sui 24 milioni di abitanti ed è molto improbabile che vi sia una rivolta popolare.

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