Richiamo ufficiale della Regione alla casa municipale: “troppe irregolarità non punite dall’Ufficio Tecnico”

abusivismo impunito a Taormina

“Troppi abusi edilizi non sanzionati sul territorio di Taormina”: così l’assessorato  regionale al Territorio ed Ambiente richiama il Comune della città del Centauro con una lettera che preannuncia una “diffida”.

A seguito delle verifiche svolte, l’Arta contesta, infatti, che non sia stato  emesso alcun provvedimento sanzionatorio in occasione di lavori non autorizzati.

Il Dipartimento  dell’Urbanistica fa sapere che  nel caso dovesse reiterarsi “l’inerzia comunale”,”l’assessorato  provvederà a diffidare l’Amministrazione e dare comunicazione alla competente autorità giudiziaria”. La lettera predisposta dai competenti uffici di Palermo è stata inviata al Responsabile dell’Unità  Operativa abusivismo edilizio del Comune di Taormina, al sindaco ed al presidente del Consiglio comunale.

“Il flusso delle informazioni relative agli abusi edilizi, trasmesse da questo Comune attraverso il sistema informatico “Siab” – si legge nel documento dell’assessorato – ha consentito a questo Dipartimento, in qualità di organo di controllo, di avere un quadro conoscitivo completo degli abusi edilizi, nonché una tracciatura delle fasi procedurali per ogni singolo abuso: dalla registrazione, alla classificazione, all’iter repressivo adottato, sino al completamento dei relativi procedimenti”. ”Ne consegue – prosegue la nota – che vi sono abusi edilizi per i quali non risulta emesso alcun provvedimento sanzionatorio. La pubblica amministrazione ha il dovere di esprimersi con l’adozione di provvedimenti, entro il termine stabilito dalla suddetta legge. Tale termine  è di 30 giorni, se le Amministrazioni non hanno diversamente  determinato con proprio regolamento. Per cui i provvedimenti repressivi di competenza comunale hanno termini di legge che devono essere rispettati. Ciò vale anche per gli abusi edilizi dove non è stato  adottato altro provvedimento successivo all’ordinanza di sospensione dei lavori”.

”Si è rilevato altresì   – scrive l’assessorato – in alcuni casi che vi sono abusi accertati per i quali non risultano emessi i dovuti provvedimenti successivi all’ingiunzione a demolire (emessa dal responsabile dell’UTC), nonostante risultino trascorsi i termini di legge (90 giorni, dalla  notifica), senza che il responsabile dell’abuso abbia provveduto in merito”.

La Regione ipotizza ricorda che “il mancato o ritardato adempimento sull’attuazione dei successivi adempimenti repressivi e sanzionatori potrebbe comportare anche l’eventuale danno erariale, qualora i suddetti immobili abusivi  risultassero utilizzati a titolo gratuito”.  Altro adempimento che non risulta adottato è di “sottoporre al Consiglio Comunale, subito dopo la trascrizione nei registri immobiliari dell’opera abusiva, la  relazione dell’Utc, per il pronunciamento sul mantenimento dell’opera abusiva e per la sua relativa utilizzazione ovvero sulla sua demolizione”.

”Si avverte – conclude la nota – che, nel corso di una successiva verifica, che avverrà a breve, nel caso in cui non si dovesse rilevare da parte del Comune l’adozione dei dovuti provvedimenti repressivi, si dovrà dare comunicazione alla Procura della Corte dei Conti per l’accertamento di eventuali responsabilità e procedere a formale diffida per I casi di inadempienza nell’adozione dei provvedimenti repressivi di legge”

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