Nico Torrisi, presidente di FederAlberghi, analizza il momento difficile in Sicilia, poi “inciampa” su Taormina

Nico Torrisi

“Nonostante una buona ripresa la contrazione dei consumi sta incidendo parecchio nel turismo siciliano anche se resistono isole felici come Taormina. La ripresa, se ci sarà, non sarà certo nel breve periodo. La politica deve capire che la crisi va affrontata. Si sono persi molti posti di lavoro e molti altri sono a rischio”.

Questa la fotografia di Nico Torrisi, presidente regionale di FederAlberghi, che invoca l’intervento delle istituzioni nazionali e regionali per tamponare un segmento importante come il turismo colpito anche’esso dalla crisi economica.

Dunque la crisi, avanza e certamente non può che destare molte preoccupazioni. Da condividere in parte l’analisi di Torrisi: ad eccezione, infatti, delle valutazioni alquanto “ottimistiche” su Taormina, dove l’imprenditore catanese vanifica quanto di buono aveva detto e perde la bussola. 

“Ci sono isole felici come Taormina, che ha fatto registrare un forte aumento rispetto allo scorso anno e la crisi si è sentita di meno”.

La crisi a Taormina, in effetti, si è cosi alleggerita che i grandi alberghi hanno deciso di licenziare il personale e lo assumeranno da questo momento solo con contratti stagionali, e poi almeno 12 hotel sono in vendita e c’è un numero imprecisato di attività commerciali che stanno per abbassare le saracinesche per caro-affitti e incassi che non si sono più… I veri numeri dell’economia di Taormina sono questi: il resto è letteratura.

Il giovane Torrisi è persona intelligente: strano non si sia ancora accorto che Taormina da 15 anni è un disastro e oggi più che mai – nonostante le immense potenzialità del territorio – è un paesino in mano ad incapaci, nel coma più profondo. L’eldorado è altrove. La Taormina odierna è l’isola felice… fallita. Anzi l’isola delle banche….

 

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